sustainability Archives - Â鶹ԭ´´ News Center Italy Notizie e informazioni su Â鶹ԭ´´ Wed, 04 Oct 2023 18:13:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.4 Il Gruppo Chiesi premia Â鶹ԭ´´ come miglior partner nel percorso di sostenibilità della catena del valore dell’azienda farmaceutica /italy/2022/11/il-gruppo-chiesi-premia-sap-come-miglior-partner-nel-percorso-di-sostenibilita-della-catena-del-valore-dellazienda-farmaceutica/ Thu, 17 Nov 2022 09:31:13 +0000 /italy/?p=137897 Vimercate, 17 novembre 2022 – Â鶹ԭ´´ Italia si è aggiudicata il riconoscimento “Supplier Awards 2022” nella categoria “We Excel in Sustainability” del Gruppo Chiesi, gruppo...

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Vimercate, 17 novembre 2022 – Â鶹ԭ´´ Italia si è aggiudicata il riconoscimento “Supplier Awards 2022” nella categoria “We Excel in Sustainability” del Gruppo Chiesi, gruppo biofarmaceutico internazionale, durante il Vendor Day organizzato dal Gruppo Chiesi. L’evento ha coinvolto i principali fornitori dell’azienda per discutere le migliori pratiche di qualità, livello di servizio, innovazione, collaborazione e del percorso di sostenibilità della catena del valore di Chiesi.

Â鶹ԭ´´ è stata premiata per il progetto NET ZERO nella categoria “We Excel in Sustainability” assegnato alle imprese che hanno presentato, tramite una survey, un rilevante progetto di sostenibilità attivato all’interno della propria organizzazione.ÌýLa valutazione è avvenuta secondo parametri di impatto, contribuzione agli obiettivi dell’azienda, ampiezza di perimetro e replicabilità, premiando i progetti ritenuti particolarmente interessanti, meritevoli ed allineati ai valori e obiettivi strategici di Chiesi nell’evoluzione della propria value chain.

NET ZERO poggia su due pilastri che indirizzano tutte le attività di Â鶹ԭ´´ e l’intera catena del valore dell’azienda. Come primo obiettivo Â鶹ԭ´´ vuole raggiungere l’azzeramento delle emissioni delle proprie attività entro la fine del 2023, con un anticipo di due anni rispetto all’obiettivo iniziale. Quest’area include tutte le emissioni di carbonio dirette, indirette e alcune categorie selezionate della catena del valore di Â鶹ԭ´´, come i voli aziendali, il pendolarismo dei dipendenti e i centri dati esterni (co-location e hyperscaler).

Il secondo pilastro indirizza la riduzione delle emissioni derivanti in primis dall’utilizzo dei prodotti Â鶹ԭ´´, seguita dai beni e servizi acquistati. L’attenzione di Â鶹ԭ´´ si concentra sulle seguenti aree: accelerare la trasformazione dei clienti da un modello on-premise verso il cloud, rafforzare l’impegno con i principali fornitori affinché puntino all’azzeramento delle emissioni e a fornire prodotti e servizi a zero emissioni, utilizzare i migliori data center di mercato con una programmazione sostenibile e un calcolatore dell’impronta di carbonio del cloud per tutte le soluzioni cloud di Â鶹ԭ´´ e, infine, potenziare gli investimenti diretti in elettricità rinnovabile e in fondi basati sulla natura e sulle tecniche per neutralizzare le emissioni di carbonio residue.

“Affrontare con successo le sfide globali più urgenti richiede cambiamenti a tutti i livelli e su larga scala. Quando si tratta di proteggere il nostro pianeta, le aziende di ogni settore possono fare la differenza integrando la sostenibilità nel loro modello di business”, ha evidenziato Carla Masperi, Amministratore Delegato di Â鶹ԭ´´ Italia. “E come Â鶹ԭ´´ siamo passati dalle parole ai fatti. Aiutiamo i nostri clienti con un portfolio specifico di soluzioni per la sostenibilità e stiamo rafforzando il nostro impegno per diventare un’organizzazione sempre più green: oltre all’obiettivo di diventare neutrali per le emissioni di carbonio delle nostre attività entro la fine del 2023, abbiamo anche aumentato il nostro impegno a diventare un’impresa Net Zero dal 2050 al 2030”.

“Il Vendor Day è una giornata di incontro e dialogo fondamentale per la continua evoluzione del nostro ecosistema, in un processo di apprendimento reciproco e di co-evoluzione”, ha commentato Guido D’Agostino, Global Procurement Head del Gruppo Chiesi. “In qualità di Società Benefit e B Corp certificata, crediamo fortemente nell’interdipendenza, il che significa che tutti gli elementi che compongono un determinato sistema sono interconnessi e dipendono gli uni dagli altri. Un flusso di lavoro fondamentale per Chiesi è legato al costante aumento del livello di sostenibilità e alla riduzione degli impatti negativi di tutta la sua catena del valore. In questo percorso, un ruolo fondamentale è svolto proprio dai nostri partner strategici”.

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Le tendenze nel mondo del lavoro per il 2022: i dream team digitali /italy/2022/02/le-tendenze-nel-mondo-del-lavoro-per-il-2022-i-dream-team-digitali/ Thu, 10 Feb 2022 15:35:16 +0000 /italy/?p=137591 di Susan Galer, Communications Director of Â鶹ԭ´´ Global Communications. Mentre i dipendenti esprimono le loro preferenze su dove, quando e come lavorare, i manager sono...

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di Susan Galer, Communications Director of Â鶹ԭ´´ Global Communications.

Mentre i dipendenti esprimono le loro preferenze su dove, quando e come lavorare, i manager sono impegnati ad ascoltare e creare il nuovo ambiente di lavoro nell’economia post-pandemia. Maggior flessibilità, centralità della persona ed enfasi sulla collaborazione grazie alla tecnologia, queste sono alcune delle principali direzioni che le aziende stanno seguendo per offrire l’esperienza ideale ai loro dipendenti e per sviluppare modelli di business sempre più digitalizzati e sostenibili.

Il lavoro ibrido sconvolge le regole

I dibattiti cui stiamo assistendo tra lavoro a distanza e lavoro in ufficio posizionano erroneamente queste decisioni come una scelta tra una o l’altra opzione. Secondo uno studio di anche in Europa “i dipendenti chiederanno ai datori di lavoro maggiore flessibilità o lasceranno l’organizzazione”.

In linea con questa stima, Sharyn Leaver,analista di , ha previsto che il 60% delle imprese passerà a un modello ibrido nel 2022, ma un terzo fallirà al primo tentativo di introduzione del nuovo sistema. Non è sufficiente annunciare semplicemente politiche di lavoro flessibili. Le imprese devono anche riorganizzare le aspettative su moltissimi aspetti, ad esempio riunioni, ruoli e opportunità di promozione, in modo che non riflettano più le esperienze vissute in persona, cui siamo stati abituati in passato. E chiedere che tutti tornino in ufficio è molto rischioso. Forrester avverte che il 30% delle aziende che vorrebbe imporre il lavoro completamente in ufficio sperimenterà tassi mensili di dimissioni dei dipendenti fino al 2,5%: “fino a quando i manager non avvertiranno questo problema e alla fine si impegneranno a fare del lavoro ibrido, il lavoro”.

La sede da dove il dipendente lavorerà dipende da aspetti specifici del business dell’impresa, dalla produttività richiesta e dallo scenario competitivo. Secondo un recente sondaggio di , il 64% dei lavoratori prenderebbe in considerazione una nuova posizione o un nuovo lavoro solo se consentisse orari flessibili. La flessibilità dell’orario di lavoro è stata citata inoltre dagli intervistati come motivo principale della loro maggiore produttività.

Un altro problema importante è il miglioramento delle competenze dei manager. Gli analisti di hanno previsto che entro il 2024, il 30% dei team aziendali sarà senza un capo grazie alla natura agile e ibrida del lavoro. L’agilità, per definizione, richiede “un ambiente di fiducia che non si presta alle gerarchie tradizionali”. Molti manager non hanno le competenze per gestire i dipendenti da remoto o in una situazione ibrida e solo il 47% dei dipendenti crede che il proprio manager sia in grado di guidare il team con successo.

“I manager sono sul campo ogni giorno per formare e ispirare le loro persone, indirizzando le attività e assicurando il successo degli sforzi di trasformazione”, ha affermato Jill Popelka, presidente di Â鶹ԭ´´ SuccessFactors. “Dato che le esigenze aziendali e di lavoro continuano a cambiare, avremo bisogno di manager forti e incentrati sulle persone, il cui sviluppo deve essere una priorità assoluta per le organizzazioni per poter continuare a crescere con successo”.

La tecnologia cambia l’esperienza dei dipendenti

La digitalizzazione trasforma i modelli di business, e cambia quindi il modo in cui viene svolto il lavoro. ha affermato che entro il prossimo anno il 60% delle aziende del G2000 implementerà piattaforme abilitate dall’intelligenza artificiale e dal machine learning per supportare l’intero ciclo di vita dei dipendenti dall’onboarding fino al pensionamento.

L’intelligenza digitale permeerà il posto di lavoro con profonde conseguenze. ha previsto che entro il 2023 il 70% dei lavoratori utilizzerà l’intelligenza incorporata nei digital workplace per coinvolgere nelle loro attività clienti e colleghi e aumentare la produttività aziendale. Secondo IDC le organizzazioni con una leadership interfunzionale, un digital dream team, Ìýgodranno di tassi di innovazione più rapidi, maggiori guadagni di quote di mercato e maggiori efficienze operative rispetto alle aziende concorrenti entro il 2025.

Le imprese data-driven, cioè con processi decisionali basati sui informazioni certe e univoche, dovranno rendere disponibili questi dati a tutti i dipendenti, e premiare coloro che li usano Ìýcorrettamente. I ricercatori di hanno avvertito che la mancanza di una “cultura dei dati basata sulla meritocrazia” eroderà la fiducia nel management, amplierà i divari di competenze, ridurrà la soddisfazione dei dipendenti e aumenterà il turnover di due terzi nelle imprese medio-grandi entro il 2024.

Rispetto al valore combinato di persone e tecnologia, è stata più ottimista. Ha previsto che le organizzazioni leader “aiuteranno i loro dipendenti a far emergere il loro potenziale e creatività mettendo a disposizione tecnologie intelligenti come l’automazione e i motori di previsione che lavorano sui risultati a tutto tondo, non solo sulle performance finanziarie”. Questo è il preludio di una nuova era di trasformazione basata sulle “iniziative tecnologiche incentrate sulla persona” che possono collegare l’esperienza del cliente a quella del dipendente “in grado di promuovere un vantaggio competitivo e fornire un aumento netto della produttività tra il 3% e il 5%”.

Forrester ha anche previsto un quadro “niente più posti di lavoro” in cui “i dipendenti saranno libero di muoversi e contare sulle loro competenze per contribuire a risultati basati su progetti diversi lavorando in gruppi allargati, piuttosto che rimanere fermi in un ruolo fisso… Il mondo senza più posti di lavoro impiega un mix dinamico di dipendenti a tempo pieno, un pool di talenti interni ed esterni, consulenti su richiesta e bot”.

Recruiting sostenibile e metriche delle performance aziendali

I dipendenti stanno dimostrando maggior sensibilità verso il tema della sostenibilità e preferiscono lavorare in organizzazioni che stanno facendo la differenza quando si tratta di diversità, equità e inclusione (DEI). Le aziende che vogliono essere riconosciute come leader non hanno altra scelta che adattarsi. ha previsto che entro il 2024, il 70% delle imprese avrà investito sensibilmente nella qualità dei dati, negli strumenti e nel benchmarking DEI per definire strategie migliori per identificare i talenti giusti e gestire il capitale umano. IDC stima inoltre che due terzi delle organizzazioni in tutto il mondo terranno traccia delle loro prestazioni in ambito DEI utilizzando metriche e KPI ESG (Environmental, Social and Corporate Governance) nello stesso periodo.

Il DEI non riguarda solo le metriche. Invece di concentrarsi sulla cultura aziendale e su una missione condivisa durante una situazione di anormalità (come ad esempio la crisi di COVID-19), gli analisti di hanno consigliato ai responsabili Risorse Umane di dare ai dipendenti un senso più alto, personale e legato al purpose dell’azienda: “Quando i dipendenti credono che il loro lavoro sia personalmente rilevante, aumenta del 26% la probabilità di un benessere prolungato per l’intera organizzazione”.

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La sostenibilità è uno sport di squadra, solo agendo insieme si raggiunge il successo /italy/2022/02/la-sostenibilita-e-uno-sport-di-squadra-solo-agendo-insieme-si-raggiunge-il-successo/ Thu, 10 Feb 2022 15:28:13 +0000 /italy/?p=137588 di Julia White, Member of the Executive Board of Â鶹ԭ´´ SE, Chief Marketing & Solutions Officer La sostenibilità è uno sport di squadra. Nessuna azienda...

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di Julia White, Member of the Executive Board of Â鶹ԭ´´ SE, Chief Marketing & Solutions Officer

La sostenibilità è uno sport di squadra. Nessuna azienda può farcela da sola. Un ecosistema dinamico è l’approccio migliore per consentire a tutti di raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità.

Ecco perché è fondamentale una collaborazione tra aziende di tecnologia, organizzazioni non governative (ONG), società di consulenza gestionale, integratori di sistemi globali, piattaforme di valutazione della sostenibilità e organizzazioni responsabili della definizione degli standard per comprendere le esigenze delle imprese in ambito sostenibilità e creare soluzioni specifiche per supportarle nel raggiungere i loro obiettivi.

Nel nostro specifico caso si tratta di un impegno costante e ci rende orgogliosi essere un punto di riferimento e aiuto per molti tra cui: Unilever, che sta innovando il sistema alimentare mondiale; Hitachi, che sta scalando la potenza delle energie rinnovabili; Colgate, che sta investendo per ridurre gli sprechi; e Anglian Water, che sta implementando in tempi rapidi una strategia aziendale olistica e sostenibile.

Come Â鶹ԭ´´, oltre a supportare i nostri clienti, stiamo aumentando le nostre responsabilità per essere sempre più sostenibili. Abbiamo annunciato recentemente che accelereremo l’obiettivo di raggiungere emissioni net-zero lungo la nostra catena del valore entro il 2030, anziché il 2050, raggiungendo il nostro obiettivo con 20 anni di anticipo rispetto a quanto inizialmente pianificato (e qui spieghiamo come siamo stati in grado di assumerci questo impegno). Siamo inoltre orgogliosi di essere stati inseriti nella prestigiosa lista CDP A, che riconosce un gruppo selezionato di aziende all’avanguardia che agiscono per un futuro più sostenibile, e di aver ottenuto il primo posto negli indici S&P Dow Jones Sustainability (DJSI) nel settore del software per il 15° anno consecutivo.

Non c’è dubbio che se le imprese si muovono velocemente verso la sostenibilità, l’impatto che ne consegue sarà positivo ed importante per le persone e il pianeta. Ed è anche la più grande opportunità economica del nostro tempo. Considerare la sostenibilità come un costo aggiuntivo per un’azienda non è corretto; in realtà è un vantaggio competitivo.

Bisogna essere però consapevoli che un’azienda deve essere sia profittevole che sostenibile. Questo significa mettere le persone, il pianeta e il profitto su un piano di parità, elevando la strategia green allo stesso livello di tutto quello che c’è prima e dopo i processi di un’organizzazione. Le imprese che si concentrano su prestazioni sostenibili acquisiranno efficienze competitive, rispetteranno più facilmente le norme e, infine, saranno in grado di adattarsi e prosperare attraverso nuove opportunità di business.

Cinque azioni per un business sostenibile

Abbiamo imparato molto attraverso questi anni di grande focalizzazione, investimenti ed esperienze lavorando con i clienti e avviando i nostri piani di sostenibilità. È necessaria un’azione urgente nel 2022 e gli appelli di un “” non sono sopravvalutati. È tempo che ogni azienda agisca. E dato che la sostenibilità non si compra in un grande magazzino, condividiamo ciò che abbiamo imparato.

Abbiamo preparato una guida che delinea cinque azioni per un business sostenibile. Cinque fasi che si applicano ad organizzazioni di tutte le dimensioni, settori, aree geografiche e condizioni per diventare un’impresa sostenibile. Questa guida ha lo scopo di legare la strategia all’attuazione, offrendo una chiara road map per un futuro più sostenibile. Se ogni azienda adottasse queste cinque azioni, potremmo fare grandi passi avanti per permettere alle imprese, alle industrie e alle economie di ottenere i risultati positivi di cui abbiamo urgente bisogno.

  1. Stabilire una strategia aziendale sostenibile

Assicurarsi che la sostenibilità sia un punto fondamentale della propria strategia e e che tutte le funzioni dell’organizzazione abbiano un ruolo. Misurare i progressi e riportare i risultati annuali di sostenibilità con la stessa cura e attenzione dei dati finanziari.

  1. Introdurre dati sostenibili nei processi e condividerli con il proprio ecosistema

Utilizzare i dati sulla sostenibilità all’interno dei processi aziendali per prendere decisioni sostenibili e redditizie e misurare le prestazioni. Quindi condividere i dati sulle prestazioni di sostenibilità, che potrebbero includere emissioni di carbonio, utilizzo dell’acqua, riciclabilità o informazioni sulle condizioni di lavoro, con i propri fornitori, associazioni di settore, autorità di regolamentazione e ONG.

  1. Gestire l’esposizione al carbonio e al clima in tutta l’organizzazione

Ridurre i rischi finanziari e reputazionali tenendo conto e gestendo le emissioni legate al clima in tutte le parti della catena del valore, fino a livello del singolo prodotto e servizio.

  1. Abbracciare la circolarità, riciclare e rigenerare

Usare i principi operativi per evitare, ridurre, riutilizzare, riciclare e recuperare i materiali per diminuire quanto più possibile gli sprechi e accelerare l’adozione di processi di economia circolare. Andare oltre il fare “meno male” per adottare una mentalità e un approccio per fare “sempre meglio”.

  1. Dare la priorità alle persone lungo la catena del valore

Migliorare la propria sostenibilità sociale rispettando diversità, salute, sicurezza e i diritti dei dipendenti, sviluppando opportunità di formazione e crescita e creando sinergie intelligenti grazie a una funzione procurement innovativa.

Vi è un elemento chiave che alimenta tutti e cinque questi passaggi: i dati. Il detto “non puoi gestire ciò che non puoi misurare” si applica a entrate, profitti e sostenibilità. Tuttavia, secondo una il 79% delle aziende si considera insoddisfatto della qualità dei dati raccolti sulla sostenibilità ambientale. Il World Economic Forum addirittura riporta che solo il 9% delle imprese utilizza attivamente soluzioni software che supportano la raccolta, l’analisi e la rendicontazione dei dati sulle azioni ambientali, sociali e di governance (ESG).

Per gestire la green line, le aziende hanno bisogno della tecnologia dei processi business per identificare, quantificare, analizzare e agire sui dati attraverso le proprie operazioni end-to-end e dotarsi di soluzioni che consentano di gestire in modo olistico tutte le loro iniziative e progetti di sostenibilità.

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Rendere il profitto sostenibile e la sostenibilità profittevole /italy/2021/12/rendere-il-profitto-sostenibile-e-la-sostenibilita-profittevole/ Wed, 22 Dec 2021 11:18:10 +0000 /italy/?p=137530 di Claudio Muruzabal,ÌýÂ鶹ԭ´´ President for Southern Europe, Middle East and Africa Negli ultimi 18 mesi, il mondo del business è stato così concentrato sull’emergenza da...

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di Claudio Muruzabal,ÌýÂ鶹ԭ´´ President for Southern Europe, Middle East and Africa

Negli ultimi 18 mesi, il mondo del business è stato così concentrato sull’emergenza da Covid-19 che ha distolto lo sguardo dall’altra parola chiave: CSR, o responsabilità sociale d’impresa. Ma le aziende che sapranno prosperare nell’economia post-pandemia saranno quelle che metteranno la sostenibilità al centro delle loro strategie.

Prima della pandemia, molte aziende potevano cavarsela con un approccio vecchio stile alla CSR e a come coinvolgevano i propri dipendenti. Scrivevano bei rapporti e dicevano cose interessanti su come essere un’organizzazione socialmente responsabile. Creavano manifesti che proclamavano visioni e valori ambiziosi, ma non li vivevano ogni giorno. Ora invece alle imprese viene richiesto di dimostrare la loro rilevanza ogni giorno e in un mondo completamente diverso.

Cosa intendo dire con questo? Sappiamo che il mondo del business è cambiato. Le aziende che vogliono avere successo nei prossimi 10-20 anni sanno che per creare valore a lungo termine, devono allineare i propri obiettivi con quelli della società in cui operano. Devono abituarsi all’idea di lavorare non solo per i loro azionisti, ma anche per i dipendenti e le loro comunità, oltre che per il pianeta. I giorni in cui si cercava il guadagno a breve termine a scapito del valore a lungo termine si stanno rapidamente allontanando nello specchietto retrovisore.

Responsabilità sociale non significa però soltanto adempiere a un dovere. Lavorare per affrontare le maggiori sfide dell’umanità, in particolare la disuguaglianza sociale, offre opportunità di business reali alle imprese con una visione chiara per il futuro. E le aziende che si distingueranno nel prossimo decennio saranno quelle che vedono nuove opportunità di crescita nella responsabilità sociale e sviluppano modelli di business, prodotti e servizi che contengono elementi sociali e pratiche responsabili.

Nel settembre 2015, i leader mondiali hanno adottato gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, (o Sustainable Development Goals, SDG), che parlano direttamente alla nostra responsabilità di innovare per creare un mondo senza povertà, un pianeta più sano e una società più equa e pacifica entro il 2030. In Â鶹ԭ´´, sosteniamo questi obiettivi oltre i risultati economici.

Aiutiamo i Paesi, le organizzazioni del settore pubblico e privato e i cittadini a essere conformi e rispettare le norme, a utilizzare le risorse in modo efficiente, a misurare e ridurre le emissioni e innovare verso nuovi modelli di business per prosperare nell’economia digitale e dell’esperienza. Le nostre soluzioni aiutano a creare catene di approvvigionamento etiche e trasparenti, a promuovere l’economia circolare a basse emissioni di carbonio e con zero rifiuti, eliminare le disuguaglianze e formare le persone che non hanno mai avuto la possibilità di entrare in una classe.

Quello che abbiamo imparato, tuttavia, è che contributi significativi agli SDG richiedono connessioni tangibili tra un’attività o uno strumento e l’impatto sociale, ambientale ed economico che si vuole raggiungere. Ci deve essere un collegamento materiale tra le nostre attività operative e l’impatto che possiamo avere come azienda. Altrimenti, la storia diventa arbitraria.

Come si fanno questi collegamenti? Per cominciare, ci si impegna attivamente in questioni come la formazione e il miglioramento delle competenze dei propri dipendenti e dei giovani. Si trovano modi per promuovere e aumentare la diversità nella forza lavoro e garantire che ogni dipendente abbia accesso alle stesse opportunità di crescita, perché le aziende di successo riflettono meglio la diversità della società e dei clienti che servono.

In Â鶹ԭ´´, ad esempio, siamo impegnati in diverse iniziative per far crescere attivamente i pool di talenti locali attraverso programmi intensi di formazione per i dipendenti nelle varie fasi della loro carriera. In Turchia, Africa francofona, Israele, Portogallo e Spagna, il nostro programma “Women in Leadership” aiuta le donne a migliorare le proprie capacità manageriali. Stiamo collaborando con la Croce Rossa in Spagna per fornire competenze tecnologiche alle donne a rischio di esclusione sociale e lavorativa. In Italia abbiamo lanciato un’iniziativa per le donne volta a creare una serie di dibattiti su diversi temi (come il gender gap, la leadership femminile, l’empowerment e l’equilibrio tra lavoro e vita privata) per sviluppare piani concreti per guidare la trasformazione all’interno dell’organizzazione. E, ultimo ma non meno importante, in Medio Oriente, le nostre reti di donne manager agiscono come catalizzatori per un cambiamento progressivo.

Essere sostenibili significa anche guidare con agilità e mentalità volte alla crescita. La continuità aziendale può dipendere dalla capacità di riqualificare e migliorare la propria forza lavoro per l’era digitale, ma oggi è più importante che mai includere nella riqualificazione anche altri elementi come empatia, flessibilità e gestione dello stress. In poche parole, più ci si concentra sulle proprie persone e responsabilità sociale, più si avrà successo.

È quasi superfluo dire che le aziende più resilienti oggi sono quelle che adottano la tecnologia per trasformare i propri processi. Se il Covid-19 ci ha mostrato qualcosa, questo è l’urgente necessità che ogni organizzazione al mondo diventi un’impresa intelligente il prima possibile. La tecnologia è il collante che tiene tutto insieme e ci consente di prendere decisioni più intelligenti che supportano un futuro sostenibile con la società al centro.

Parlando al Â鶹ԭ´´PHIRE NOW all’inizio di quest’anno, il CEO di Â鶹ԭ´´ Christian Klein ha condiviso una visione ambiziosa, in cui le imprese intelligenti connesse reinventeranno il modo in cui le aziende gestiscono il loro business: “Costruiremo insieme reti che difendono la diversità, l’inclusione e i diritti umani. Renderemo disponibile il monitoraggio dell’impronta di carbonio nelle reti business in modo che si possa raggiungere un risultato prossimo allo zero. Insieme, possiamo reinventare il modo in cui le industrie funzionano collegando imprese intelligenti in una rete business a livello di settore… rendendo il profitto sostenibile e la sostenibilità profittevole”.

Rendere il profitto sostenibile e la sostenibilità profittevole, questo deve essere il nostro mantra da ripetere e sostenere mentre guardiamo a un futuro migliore per tutti.

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Nuova ricerca Â鶹ԭ´´: gli italiani mostrano sempre più interesse a conoscere le pratiche di sostenibilità dei brand /italy/2021/06/nuova-ricerca-sap-gli-italiani-mostrano-sempre-piu-interesse-a-conoscere-le-pratiche-di-sostenibilita-dei-brand/ Mon, 28 Jun 2021 11:11:55 +0000 /italy/?p=137376 Lo studio ha coinvolto 1.250 consumatori per conoscere la percezione che hanno sulla sostenibilità e cosa si aspettano dalle aziende in termini di impatto ambientale,...

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Lo studio ha coinvolto 1.250 consumatori per conoscere la percezione che hanno sulla sostenibilità e cosa si aspettano dalle aziende in termini di impatto ambientale, economico e sociale. Aumenta la conoscenza di questi temi e la propensione a pagare prezzi più alti per prodotti e servizi sostenibili.


Vimercate, 28 giugno 2021 – Â鶹ԭ´´ annuncia i risultati dello studio realizzato insieme a Qualtrics per conoscere la percezione degli italiani sulla sostenibilità. La ricerca è stata pensata per disporre di dati e informazioni per aiutare le imprese a definire le proprie strategie in questo ambito. Emerge che il livello di consapevolezza delle persone è piuttosto elevato con oltre il 44%[1] dei partecipanti all’indagine che considera la sostenibilità un tema molto importante.

La ricerca si è concentrata sui comportamenti d’acquisto e sulle percezioni dei consumatori in 5 aree, food, automotive, moda, utilities e trasporto pubblico, e ha analizzato alcuni elementi specifici come la trasparenza, la conoscenza delle strategie e delle iniziative adottate dai brand, la disponibilità a pagare di più per prodotti sostenibili e a far parte di una community.

Dal Food al Fashion all’Automotive: per gli italiani la strada verso la sostenibilità deve proseguire dritta

Nell’ambito del settore food, il 48% degli intervistati sceglierebbe con maggior probabilità un marchio di prodotti alimentari riconosciuto come sostenibile mentre il 45% ritiene importante che i brand puntino a un approvvigionamento sostenibile perché ritengono che in questo modo l’ambiente sia rispettato. Infine, il 56% desidera monitorare l’impronta di carbonio dei marchi alimentari, mentre il 24% afferma di farlo già.

Nel mondo della moda, il 47% degli intervistati considera molto importanti le pratiche di sostenibilità dei propri brand preferiti, con l’83% che reputa che il design di un prodotto possa ridurre il suo impatto ambientale (materiali, imballaggio, processo industriale, ecc.) e il 79% degli intervistati che controlla spesso o a volte l’origine delle materie prime dei prodotti che acquista.

Per il 39% dei clienti, i nuovi acquisti di abbigliamento sono influenzati dall’impatto che la loro produzione ha sull’ambiente (per esempio, energia consumata, tipo di imballaggio etc.), mentre il 54% dei consumatori è molto propenso ad acquistare un prodotto basato su una nuova materia prima riciclabile (come le fibre vegetali o di frutta).

Carlos Díaz, Chief Sustainability Officer, SVP Â鶹ԭ´´ EMEA South, commenta: “Per incrociare l’interesse che le persone dimostrano per le pratiche sostenibili, le aziende devono combinare tre tipi di indicatori: ciò che i clienti richiedono in termini di sostenibilità e quello che sono disposti a pagare; informazioni finanziarie, chiave per creare scenari di investimento e redditività; infine, la misurazione dei dati di sostenibilità delle loro attività con emissioni di tipo 1, 2 e 3, e la conformità agli standard. Solo così le imprese possono conoscere le aspettative dei loro consumatori, quali azioni è meglio intraprendere per soddisfarle e l’impatto del profilo green dei loro prodotti sul mercato”.

Il 49% del campione dichiara che la sostenibilità è un elemento essenziale per acquistare un’auto e il 51% tiene conto delle emissioni del produttore per decidere quale modello acquistare. Il 46% valuta l’origine sostenibile dei materiali e il 45% il riciclaggio dei componenti alla fine della vita del veicolo.

Oggi quasi tutti i produttori automobilistici offrono modelli con diversi motori e livelli di emissioni. Nonostante la presenza di queste opzioni, quasi il 70% degli intervistati è convinto che le case automobilistiche potrebbero fare di più per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità in relazione alle emissioni di carbonio e ai consumi energetici.

Questi dati mostrano che la trasparenza è essenziale quando si tratta di migliorare l’immagine dell’azienda. L’inserimento di informazioni sulla provenienza sostenibile di alimenti o indumenti nell’etichettatura è un importante vantaggio competitivo. In particolare, nel food emerge che i consumatori sono consapevoli che l’approvvigionamento influisce sull’ambiente e quindi una maggiore trasparenza della supply chain alimentare può essere fondamentale per avere clienti fedeli.

“Il desiderio di ridurre gli sprechi lungo le catene di approvvigionamento ed entrare in un’economia circolare stava già spingendo molte aziende a integrare la sostenibilità nelle loro attività principali, ma la pandemia ha fatto emergere un mondo interconnesso in cui persone, relazioni e risorse si possono unire per risolvere le più grandi sfide del pianeta”, ha dichiarato Emmanuel Raptopoulos, Amministratore Delegato di Â鶹ԭ´´ Italia.
“E in questo nuovo mondo, le imprese sostenibili e intelligenti stanno cercando non solo di soddisfare i requisiti di conformità e trovare nuove efficienze, ma anche di creare nuovi modelli di business per la crescita a lungo termine e concentrarsi sulla sostenibilità per soddisfare i nuovi green consumer. Nel nostro ruolo di innovatori, vogliamo realizzare un impatto economico, ambientale e sociale positivo in Italia, collaborando a stretto contatto con clienti e partner, fornendo soluzioni e servizi che soddisfano le sfide e le opportunità di sostenibilità delle imprese e dando l’esempio attraverso i nostri processi e programmi sostenibili”.

Mancanza di consapevolezza sulle iniziative green

Nella moda si sente sempre più parlare di riciclo dei capi, crescita del mercato dell’usato e pay-per-use ma i consumatori non sono a conoscenza delle politiche dei brand in questi ambiti. Solo il 57% degli intervistati sa che alcune aziende hanno politiche di riciclo per i propri capi e il 22% di quelli che non lo sanno prenderebbe sicuramente in considerazione l’idea di usufruire di questo servizio.

Oggi, oltre il 10% della popolazione sta già acquistando oggetti nei mercati di seconda mano e il 72% è interessato o lo acquista occasionalmente. Nel caso del pay-per-use, il 16% parteciperebbe a questo programma e il 19% lo prenderebbe in grande considerazione.

Il 21% dei consumatori ritiene che i propri fornitori di servizi pubblici (elettricità, gas, acqua, ecc.) non comunichino in modo chiaro i programmi e le iniziative di sostenibilità e il 45% dà un punteggio inferiore a 5, con una scala da 1 a 10, nella comprensione delle azioni contro il cambiamento climatico sviluppate dal proprio fornitore. Per il 66% degli utenti, il contributo nel processo di decarbonizzazione per aiutare a combattere il cambiamento climatico ha una rilevanza superiore a 5 nella valutazione da 1 a 10.

Se ne deduce che le utilities potrebbero fare di più per aumentare la conoscenza sulle proprie politiche di sostenibilità e sui benefici, tenendo conto della rilevanza che questo aspetto ha per i consumatori.

Quanto in più siamo disposti a pagare per la sostenibilità?

Dallo studio Â鶹ԭ´´, emerge che l’importanza del prezzo varia a seconda del settore in questione. Nel food, il 68% dei consumatori afferma di essere disposto a pagare di più per i prodotti green purché la differenza di prezzo sia marginale. Contro un 18% che sceglierebbe il prezzo migliore; per questo segmento il fatto che una marca sia sostenibile non è rilevante.

Al momento dell’acquisto di un’auto, il 70% degli intervistati tiene conto dell’impatto ambientale dei servizi e della manutenzione e il 60% sarebbe disposto ad acquistare l’opzione green per rispettare le normative vigenti, anche se il 32% non è a conoscenza delle opzioni di manutenzione più sostenibili.

Per quanto riguarda il settore dei trasporti, più della metà (58%) delle persone intervistate sceglierebbe un viaggio in treno di 5 ore con 4 volte meno emissioni rispetto a un viaggio in aereo di 1 ora. Il 50% aumenterebbe il tempo di viaggio di almeno il 50% per ridurre la propria impronta di carbonio. Più di due terzi del campione dichiara di valutare attentamente il prezzo quando pianifica un viaggio ma, nonostante questo, quasi il 60% aumenterebbe i propri costi dall’1 al 10% per ridurre la propria impronta di carbonio.

Nel caso delle utilities, il 50% degli intervistati cita il prezzo come deterrente nello scegliere fornitori con pratiche sostenibili anche se il 23% evidenzia una mancanza di conoscenza, soprattutto tra i più giovani. Il livello di reddito è fattore determinante in questo contesto poiché i consumatori con livelli più bassi sono più restii a pagare di più per servizi pubblici sostenibili rispetto a quelli con reddito più elevato; le percentuali sono rispettivamente del 14% contro il 20%.

Riassumendo, per il cibo, i trasporti e la manutenzione dell’auto, i consumatori sarebbero disposti a pagare di più, a differenza di quanto accade nell’ambito delle utilities. Per il trasporto, è importante mostrare sempre l’impronta di carbonio dei servizi offerti, garantire opzioni di compensazione, rendere i consumatori consapevoli delle proprie emissioni di viaggio e dare opzioni più ecologiche con prezzo e comfort simili. In questo caso, i clienti sono disposti a pagare un po’ di più e ad aumentare il loro tempo di viaggio.

Fare parte di una comunità con valori di sostenibilità

Il 53% dei partecipanti allo studio sarebbe interessato a entrare a far parte di un network o di una comunità alimentare per promuovere il riciclo dei prodotti o il cibo sostenibile, sebbene, al momento, solo l’8% ne faccia già parte. Il 77% dei consumatori preferirebbe far parte di una community che premia l’acquisto di prodotti sostenibili piuttosto che appartenere a un programma fedeltà per acquisti a volume.

Nella moda, i consumatori chiedono di far parte di un movimento più grande, una comunità dove poter condividere interessi e valori comuni. Il brand è un veicolo per esprimere uno stile di vita, quello di una vita più sostenibile nel pianeta.

Conclusioni

Lo studio mostra che le aziende devono essere più trasparenti nelle informazioni sulla sostenibilità dei materiali che utilizzano; dovrebbero aumentare la conoscenza e la promozione delle loro iniziative di sostenibilità ed essere consapevoli che gli utenti sono disposti a pagare di più per prodotti e servizi sostenibili, a condizione che ne conoscano i benefici, e a partecipare a comunità che promuovono l’economia circolare.

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(*) Lo studio è stato realizzato agli inizi del 2021; hanno partecipato 1249 consumatori italiani (50% donne e il 50% uomini).

 

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[1] media tra automotive 49%, food 48%, fashion 47%, e 33% utilities

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Secondo un nuovo studio di Â鶹ԭ´´, le azioni a sostegno della sostenibilità sono ancora difficili da avviare /italy/2021/04/secondo-un-nuovo-studio-di-sap-le-azioni-a-sostegno-della-sostenibilita-sono-ancora-difficili-da-avviare/ Mon, 26 Apr 2021 10:31:41 +0000 /italy/?p=137312 Vimercate, 26 aprile 2021 – Secondo una nuova ricerca realizzata a livello globale e promossa da Â鶹ԭ´´, i cambiamenti climatici, lo sfruttamento delle risorse, l’inquinamento...

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Vimercate, 26 aprile 2021 – Secondo una nuova ricerca realizzata a livello globale e promossa da ,
i cambiamenti climatici, lo sfruttamento delle risorse, l’inquinamento atmosferico, i rifiuti solidi e la disponibilità di materie prime, sono state le principali priorità di investimento per affrontare problemi in ambito ambientale secondo i responsabili aziendali intervistati. Ma l’attuazione e il ridimensionamento dei piani d’azione hanno rappresentato degli ostacoli che molti manager si sono trovati a gestire.

Lo studio “Improving the Environment at Planetary Scale: A Survey of Business Drivers and Actions” (Migliorare l’ambiente su scala planetaria: un’indagine sui fattori e le iniziative business) esplora le azioni che le imprese stanno compiendo per migliorare l’ambiente e le sfide che devono affrontare. Lo studio sarà discusso durante il , evento virtuale in programma dal 28 al 29 aprile. Il summit sarà un’occasione per verificare come le aziende stanno riducendo il loro impatto ambientale e gestendo in modo produttivo risorse limitate, indirizzando e rendicontando le loro attività in modo olistico.

Sulla base delle risposte di oltre 7.400 responsabili aziendali di 19 paesi (tra cui l’Italia) e 16 settori, l’analisi Ìýha anche rilevato:

  • La ragione di fondo che spinge un’azienda a investire in progetti per la tutela dell’ambiente per il 29% degli intervistati risiede nelle normative che regolano il proprio settore, per il 27% nella crescente approvazione del mercato verso il proprio brand e infine per il 26% del campione nei rischi sulla reputazione aziendale (in caso di immobilismo).
  • Alla domanda “quali forze motivano la tua azienda ad agire per migliorare l’ambiente” la prima risposta è stata l’impegno dei CEO e dei consigli di amministrazione, la seconda i regolamenti governativi. E la terza, subito a ridosso, i ricavi e la crescita dei profitti, a dimostrazione che le azioni ambientali sono influenzate da pressioni sia interne che esterne.
  • L’incertezza su come integrare la sostenibilità nei processi aziendali e nei sistemi IT è vista come il più grande ostacolo all’implementazione dei piani d’azione per il 35% del campione. L’allineamento delle attività proposte con la strategia di business è al secondo posto (34%), seguito dalla difficoltà di dimostrare il ritorno sugli investimenti (33%).
  • Solo il 21% dei rispondenti ha dichiarato di essere completamente soddisfatto della qualità dei dati a sua disposizione per valutare i problemi ambientali. La ragione principale di insoddisfazione è dovuta alla mancanza di fiducia nei dati, che possono essere incompleti e non coprire l’ambito richiesto.

“I risultati dello studio mostrano che l’83% delle aziende non crede che in questo momento gli impatti ambientali siano rilevanti per il loro business”, ha affermato Daniel Schmid, Chief Sustainability Officer di Â鶹ԭ´´. “Le imprese devono capire che le questioni ambientali sono importanti proprio ora. Con una percentuale crescente di consumatori sempre più sensibili ai valori e ai comportamenti etici delle aziende da cui acquistano, abbiamo quindi l’importante responsabilità di aiutare le organizzazioni a comprendere meglio gli impatti della crisi climatica sul loro business, a superare le barriere messe in evidenza dalla nostra ricerca ed infine ad accelerare il passo per avviare azioni a difesa del clima”.

Per registrarsi all’evento cliccare .

Per essere avvisati quando i risultati finali del sondaggio saranno pubblicati, è necessario iscriversi a .

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Â鶹ԭ´´ estende la sua leadership negli Indici di Sostenibilità Dow Jones /italy/2020/12/sap-estende-la-sua-leadership-negli-indici-di-sostenibilita-dow-jones/ Fri, 11 Dec 2020 10:15:03 +0000 /italy/?p=137123 Vimercate, 11 dicembre 2020 – Â鶹ԭ´´ (NYSE: Â鶹ԭ´´) ha annunciato di essere stata nominata leader per il settore del software negli Indici di Sostenibilità Dow...

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Vimercate, 11 dicembre 2020 – (NYSE: Â鶹ԭ´´) ha annunciato di essere stata nominata leader per il settore del software negli (DJSI – Dow Jones Sustainability Indices) per il 14° anno consecutivo. Â鶹ԭ´´ ha superato i punteggi degli anni precedenti e ha migliorato la sua posizione in classifica rispetto alle altre aziende di settore, nonostante le sfide poste dalla pandemia.

Â鶹ԭ´´ ha raggiunto 74 punti su 100 (nel 2019 erano 69) nel punteggio complessivo, cinque punti in più rispetto alla seconda società in classifica. Â鶹ԭ´´ ha migliorato il proprio valore percentile in 15 delle 20 categorie rispetto al 2019, tra cui “Information Security/Cybersecurity & System Availability” (Sicurezza informatica/cybersecurity e disponibilità di sistema), “Talent Attraction & Retention” (Attrarre e mantenere i talenti) ed “Environmental Reporting” (Relazioni ambientali).

Il punteggio sottolinea gli sforzi di Â鶹ԭ´´ nel promuovere una strategia cloud affidabile e responsabile, valorizzando i dipendenti come la sua risorsa più importante e migliorando le sue capacità di bilancio integrato. Quest’anno agli Indici di Sostenibilità Dow Jones hanno partecipato in totale 83 aziende del settore del software, più del doppio rispetto allo scorso anno. Â鶹ԭ´´ ha anche migliorato il punteggio in tutte e tre le dimensioni generali:

  • Governance ed economia: 65 (2019: 61)
  • Ambiente: 87 (2019: 83)
  • Sociale: 81 (2019: 73)

“Siamo orgogliosi della nostra posizione negli Indici di Sostenibilità Dow Jones. Questo ci dimostra ancora una volta che abbiamo una responsabilità importante come leader della sostenibilità nel settore del software”, ha affermato Luka Mucic, chief financial officer e membro dell’Executive Board, Â鶹ԭ´´ SE. “Un risultato che ci spinge a intensificare ulteriormente il lavoro con i nostri clienti per fornire soluzioni per la loro trasformazione in ambito sostenibilità, in modo che possiamo costruire insieme un’economia più inclusiva e rigenerativa”.

Istituiti nel 1999 dalla società di gestione investimenti RobecoSAM, i sono i benchmark globali per la sostenibilità più longevi al mondo. Â鶹ԭ´´ è stata inclusa sin dall’inizio. Basati sul (CSA), i DJSI forniscono un’analisi delle prestazioni economiche, ambientali e sociali di un’azienda. Includono criteri di sostenibilità generali e specifici per ciascuno dei 60 settori definiti secondo l’Industry Classification Benchmark (ICB).

Nel 2020, la solida performance ambientale, sociale e di governance (ESG) di Â鶹ԭ´´ è stata riconosciuta anche da altri rating che analizzano queste dimensioni. Â鶹ԭ´´ è rimasta un elemento costitutivo delle serie di indici FTSE4Good e degli indici Euronext Vigeo Eiris (Europa 120 ed Eurozona 120). Â鶹ԭ´´ è stata inoltre nuovamente riconosciuta come leader ESG da MSCI Inc. (ex Morgan Stanley Capital International) con il massimo rating di “AAA”. Per la prima volta, Â鶹ԭ´´ è stata inoltre inclusa nella nuova classifica del Wall Street Journal delle 100 aziende gestite in modo più sostenibile.

Riconoscendo la crescente importanza dei risultati ESG non solo per il proprio business, ma anche per il successo dei propri clienti, Â鶹ԭ´´ sta promuovendo modelli di governance e reporting unitari, come una delle sue aree di focalizzazione più importanti. Attraverso Climate 21 e altri programmi incentrati, ad esempio, sull’, Â鶹ԭ´´ fornisce soluzioni che aiutano i clienti a migliorare le proprie prestazioni di sostenibilità. Il di Â鶹ԭ´´ riflette la sua convinzione che le aziende possano misurare i propri successi di business in modo più olistico attraverso nuove pratiche contabili che collegano gli impatti economici, sociali e ambientali. Â鶹ԭ´´ ha anche aderito agli sforzi internazionali come quelli della e a iniziative locali come , un progetto finanziato dal governo tedesco che mira a standardizzare ampie misure di impatto aziendale.

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