retail Archives - Â鶹ԭ´´ News Center Italy Notizie e informazioni su Â鶹ԭ´´ Wed, 17 Sep 2025 13:40:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.4 Uno studio di Â鶹ԭ´´ Emarsys svela il dilemma dell’AI nel Retail: quanto vale davvero il dato? /italy/2025/09/uno-studio-di-sap-emarsys-svela-il-dilemma-dellai-nel-retail-quanto-vale-davvero-il-dato/ Thu, 11 Sep 2025 12:47:30 +0000 /italy/?p=140254 Nonostante investimenti in crescita nell’intelligenza artificiale da parte delle aziende, i consumatori affermano di non vedere valore nella condivisione dei propri dati con i brand...

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Nonostante investimenti in crescita nell’intelligenza artificiale da parte delle aziende, i consumatori affermano di non vedere valore nella condivisione dei propri dati con i brand

 

Milano, 11 settembre 2025 – I brand stanno investendo sensibilmente nell’intelligenza artificiale, ma i consumatori non sono convinti che ciò stia realmente generando benefici per loro. È quanto emerge dal nuovo studio AI in Retail di Â鶹ԭ´´ Emarsys svolto in collaborazione con Opinium.

Giunto alla sua terza edizione, il report si basa su approfondimenti raccolti da 1.250 responsabili marketing e 10.000 consumatori nel mondo. I dati rivelano un divario crescente tra le intenzioni dei marketer e le esperienze vissute dai clienti. Se da un lato il 64% dei marketer afferma di aver aumentato gli investimenti in AI nel 2025, solo il 33% dei consumatori ritiene che i brand personalizzino davvero i contenuti in base alle loro esigenze, e solo il 29% ha la percezione di ricevere un valore equo in cambio della condivisione dei propri dati.

Questa disconnessione riguarda più le infrastrutture che le aspettative. I consumatori si aspettano esperienze personalizzate, ma i marketer faticano a gestire i processi dietro le quinte. Quasi la metà afferma che i propri dati sono troppo disorganizzati per essere utilizzati efficacemente, e altrettanti ammettono di non riuscire ad agire in tempo reale sui dati raccolti, secondo Ìýrilasciato a inizio anno. Senza dati unificati e facilmente accessibili, i brand rischiano di offrire interazioni disgiunte e impersonali, minando la fiducia e la fedeltà dei clienti.

“I brand si trovano a gestire sistemi frammentati. Il 51% dei marketer lavora con ‘dati oscuri’, difficili da accedere, e subisce una crescente pressione per ottenere risultati in tempi rapidi,” ha dichiarato Sara Richter, Chief Marketing Officer di Â鶹ԭ´´ Emarsys. “Dal punto di vista dei consumatori, però, lo scambio di valore si interrompe. Condividono i propri dati, ma ricevono poco o nulla in cambio, senza alcuna trasparenza su come le informazioni vengano utilizzate. È qui che si spezza il rapporto di fiducia e si perde la fedeltà.”

Cosa c’è dietro la mancanza di fiducia?

Il report evidenzia due cause principali:

  1. Uso poco trasparente dei dati: il 63% dei consumatori ha poca o nessuna fiducia su come i brand utilizzino i propri dati personali. Il consenso sembra spesso solo formale, non sostanziale.
  2. Scarso scambio di valore: i consumatori condividono regolarmente dati personali, preferenze, cronologia degli acquisti e comportamenti di navigazione, ma il 60% del campione afferma di ricevere in cambio messaggi ripetitivi e spesso irrilevanti.

In assenza di un’attivazione dei dati visibile e di valore, l’intelligenza artificiale rischia di diventare semplicemente un altro strumento di marketing che allontana i consumatori dai brand.

I campioni nell’“Era dell’Engagement”

Nell’“Engagement Era” alcuni brand, tuttavia, stanno facendo le cose nel modo giusto e utilizzano l’AI non solo per automatizzare, ma per costruire connessioni più profonde e trasparenti con i propri clienti. Lo studio di Â鶹ԭ´´ Emarsys riporta come esempio Gibson Guitars.

“Non stiamo vendendo magliette, stiamo vendendo chitarre,” ha affermato Sterling Doak, Head of Marketing di Gibson. “L’AI ci aiuta a personalizzare con uno scopo, senza perdere l’anima del brand.”

Grazie a Â鶹ԭ´´ Emarsys, Gibson Guitars ha ottenuto:

  1. Un aumento del 50% delle entrate da e-mail marketing
  2. Il raddoppio dei tassi di engagement
  3. Oltre il 40% delle entrate generate da esperienze guidate dall’automazione.

“Questi sono i brand che sanno come trasformare insight in azione,” ha aggiunto Richter. “Mostrano ai clienti in che modo i loro dati migliorano l’esperienza, e lo fanno in modo integro, senza espedienti. Â鶹ԭ´´ Emarsys aiuta le aziende a raggiungere proprio questo obiettivo: trasformare dati frammentati e difficili da gestire in qualcosa che guadagna attenzione, fiducia e, in ultima analisi, una reale fedeltà nel tempo.”

Con l’adozione dell’AI in rapida crescita, le regole del coinvolgimento stanno cambiando velocemente. Per garantire ai clienti l’esperienza che meritano, Â鶹ԭ´´ Emarsys consiglia ai retailer di puntare in primis su trasparenza dei dati, coerenza tra canali e uno scambio di valore chiaro.

Per accedere allo studio completo clicca qui t o visitaÌý.

 

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Intelligenza artificiale e retail: 6 casi d’uso ed esempi /italy/2024/05/intelligenza-artificiale-e-retail-6-casi-duso-ed-esempi/ Fri, 17 May 2024 14:29:42 +0000 /italy/?p=139795 L’intelligenza artificiale in ambito retail sta iniettando una nuova dose di energia nel settore, aiutando le aziende retailer a ottimizzare le proprie operazioni, esplorare nuovi...

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L’intelligenza artificiale in ambito retail sta iniettando una nuova dose di energia nel settore, aiutando le aziende retailer a ottimizzare le proprie operazioni, esplorare nuovi modi per interagire con i clienti e far evolvere la Customer Experience con nuovi modelli e servizi.

Sappiamo tutti che la nuova frontiera del successo nel commercio al dettaglio è la personalizzazione, e ci troviamo di fronte a consumatori digitalmente esperti con preferenze in costante cambiamento che si aspettano esperienze di acquisto create su misura per loro, immediate e semplici. L’intelligenza artificiale è lo strumento per soddisfare queste aspettative, con la sua capacità di comprendere in modo intuitivo i desideri delle persone e creare servizi personalizzati.

L’intelligenza artificiale nel retail: un partner strategico in un periodo tumultuoso

Per generare profitti è necessario creare molto più che esperienze che accrescono la fidelizzazione. I retailer devono affrontare sfide enormi: disordini geopolitici, volatilità economica e crisi climatica, solo per citarne alcune. Se da un lato gli approcci tradizionali potrebbero perdere terreno, l’intelligenza artificiale fornisce una lente strategica, offrendo analytics avanzati e capacità predittive che aiutano le imprese ad adattarsi rapidamente ai cambiamenti.

Secondo Analytics Insight, entro il 2025, l’80% dei manager che operano nel retail prevede che le proprie aziende utilizzeranno tecnologie di automazione intelligente e il 40% ne utilizza già una in qualche forma.

Tuttavia, i retailer non possono semplicemente adottare l’intelligenza artificiale e aspettarsi che risolva magicamente le cose, devono adottare un approccio pratico che identifichi le aree della loro attività in cui l’intelligenza artificiale può avere il maggiore impatto.

Un manuale per la vendita al dettaglio: 6 casi d’uso dell’AI

Esistono molte aree di business in cui i rivenditori possono utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza, ridurre i costi e migliorare l’esperienza del cliente. Ottenere i migliori risultati, tuttavia, richiede una combinazione di investimenti giusti sia in tecnologia sia in personale.

Ecco sei casi d’uso:

  • Gestione dell’inventario: mantenere scorte sufficienti è una sfida costante. Unendo i dati di acquisto dei clienti con l’analisi della supply chain, l’intelligenza artificiale prevede le tendenze di acquisto future, allinea il magazzino e aiuta a individuare ed eliminare le inefficienze che drenano i profitti. Ciò riduce gli sprechi, ottimizza lo spazio, migliora la soddisfazione del cliente e la redditività.
  • Previsione della domanda: per battere la concorrenza è necessario anticipare i flussi della domanda, ma le previsioni sono incredibilmente complesse e con molteplici variabili. I sistemi di intelligenza artificiale esaminano i dati di vendita passati, le attuali condizioni di mercato e le tendenze emergenti per generare previsioni accurate. Questo tipo di precisione limita la sovrapproduzione, minimizza gli sprechi e contribuisce alla sostenibilità.
  • Pianificazione delle consegne: l’aspetto della consegna gioca un ruolo enorme nei profitti di un retailer. Utilizzando algoritmi complessi e dati in tempo reale, l’intelligenza artificiale può rivedere i percorsi di consegna per limitare i tempi di transito, ridurre il consumo di carburante e migliorare la soddisfazione dei clienti. La pianificazione del percorso basata sull’intelligenza artificiale aiuta le aziende a gestire le mutevoli condizioni ed evitare interruzioni del servizio.
  • Ottimizzazione dei prezzi: i rivenditori devono adattare costantemente le loro strategie di prezzo per avere successo. I sistemi di intelligenza artificiale analizzano le tendenze generali del mercato, il comportamento degli acquirenti, i prezzi della concorrenza, i flussi di domanda e i costi interni per adattare rapidamente i prezzi, gestire le promozioni e mantenere la redditività.
  • Pianificazione dell’assortimento: le strategie tradizionali di assortimento e i metodi di pianificazione della vendita al dettaglio faticano a tenere il passo con i comportamenti dinamici dei clienti. L’intelligenza artificiale scava nei dati dei clienti, identificando modelli e variabili rilevanti che sarebbero impossibili da individuare in altro modo. Ciò crea un mix di prodotti più personalizzato e incentrato sull’individuo.
  • Personalizzazione: fornire un’esperienza di acquisto memorabile deriva da una profonda comprensione dei comportamenti e delle preferenze dei clienti. L’intelligenza artificiale analizza dati come le abitudini di navigazione degli acquirenti e la cronologia degli acquisti per aiutare i rivenditori a creare esperienze di acquisto personalizzate che promuovono la fidelizzazione. Il posizionamento e le promozioni ottimizzate dei prodotti garantiscono il miglior coinvolgimento e conversione.

Utilizzo dell’intelligenza artificiale nel retail

Per i rivenditori che puntano alla sofisticazione dell’intelligenza artificiale, dove la tecnologia passa dalle previsioni al processo decisionale autonomo, investire in infrastrutture come RFID e IoT e promuovere un ecosistema di dati unificato è vitale. Rafforzare le capacità di intelligenza artificiale della propria organizzazione con le competenze necessarie e le pratiche di gestione del cambiamento aiuterà a promuovere l’efficacia dell’intelligenza artificiale.

Ci sono indicazioni che l’intelligenza artificiale stia già aiutando i rivenditori ad aumentare le vendite e i profitti: un’analisi di ha rilevato che i retailer che utilizzano l’intelligenza artificiale e il machine learning hanno prestazioni migliori di quelli che non lo fanno ancora.

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L’evoluzione dell’e-commerce nel 2024 /italy/2024/02/levoluzione-delle-commerce-nel-2024/ Tue, 06 Feb 2024 11:45:40 +0000 /italy/?p=139646 Lo shopping in presenza è tornato a pieno regime e, allo stesso tempo, l’e-commerce continua a prosperare, si prevede infatti che le vendite online al...

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Lo shopping in presenza è tornato a pieno regime e, allo stesso tempo, l’e-commerce continua a prosperare, si prevede infatti che le vendite online al dettaglio in tutto il mondo saliranno da circa 6 trilioni di dollari a poco più di 8 trilioni di dollari entro il 2026. La crescita esponenziale si accompagna con una forte concorrenza e per distinguersi, i retailer digitali dovranno offrire customer experience eccezionali e personalizzate.

Â鶹ԭ´´ ha individuato una serie di trend che, nel 2024, potranno contribuire a offrire esperienze uniche per i clienti:

  • Omnicanalità senza soluzione di continuità.

Nel 2023, le persone sono tornate nei negozi per fare acquisti ma questo non significa che l’ecommerce abbia iniziato a perdere terreno. Piuttosto, i clienti acquistano attraverso canali diversi. Dai negozi online ai marketplace di terze parti alle app dei social media, ai negozi fisici: i consumatori stanno cercando, confrontando, acquistando e si stanno affidando a molti strumenti. Il 73% dei consumatori al dettaglio fa acquisti attraverso più canali, e i rivenditori che utilizzano 3 o più canali aumentano l’interazione con il cliente del 251% rispetto ai retailer che sfruttano un singolo canale. Per garantire un’esperienza unificata, i retailer devono mantenere la loro presenza su tutte le piattaforme online, compreso il proprio sito web, i social e i marketplace di terze parti.

  • L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando l’e-commerce.

Che la si ami o lo si odi, l’IA resterà uno strumento utile per le imprese di e-commerce. Nel 2023 con l’IA generativa ha mostrato quanto possa essere potente. L’IA è sempre più diffusa ed è chiaro il motivo per cui occupa la posizione n. 2 nelle tendenze dell’e-commerce del 2024. Grazie a questa tecnologia si potranno personalizzare le esperienze e le raccomandazioni dei clienti, ottimizzare tutti i processi dalla logistica della supply chain alla gestione dell’inventario e infine, perfezionare le strategie di marketing digitale e raggiungere in modo più efficace il proprio pubblico di riferimento. Non è un caso che il 97,2% delle imprese stia investendo in big data e IA, mentre il 91% dichiara di avere un investimento continuo in IA che spera di aumentare.

  • Il social commerce genera un enorme coinvolgimento nel 2024.

96,9 milioni di persone negli Stati Uniti acquistano direttamente sui social media. Con l’arrivo dei millennial più giovani e della generazione Z sul mercato, quel numero continuerà a crescere. L’83% dei consumatori della generazione Z afferma che il loro shopping inizia sui social media. Sempre più brand stanno rendendo semplice per le persone scoprire e acquistare direttamente dalle loro app social preferite (principalmente Instagram e TikTok). Ci si aspetta che il social commerce raggiungerà i 2,9 trilioni di dollari entro il 2026.

  • Sostenibilità: vale la pena essere ecologici.

La sostenibilità rimane al centro delle scelte dei consumatori, sempre più sensibili agli impatti del cambiamento climatico e delle sue conseguenze. Questa tendenza continuerà a crescere nel 2024. Le persone cercano e danno priorità a opzioni eco-consapevoli e sono addirittura disposti a pagare un sovraprezzo per beni e servizi sostenibili. Le aziende di e-commerce devono rafforzare le loro pratiche di sostenibilità e dimostrare un impegno chiaro, definitivo e autentico in questo ambito. I consumatori più giovani, in particolare, desiderano sostenere brand che si allineano ai loro valori, ma se sospettano che l’impegno non sia sincero, saranno pronti a sostituire rapidamente quel brand.

  • Conoscere il proprio cliente: il servizio clienti personalizzato è una necessità, basta con l’approccio “taglia unica”.

I consumatori si aspettano esperienze personalizzate in ogni fase del proprio percorso, compreso il servizio clienti. Negli ultimi anni, le aziende hanno riconosciuto che il servizio clienti è una vera estensione del brand, un volto umano o una voce che idealmente rappresenta il meglio dell’organizzazione. Quando un cliente interagisce con il customer service, quell’interazione influenza la percezione del brand e questo vale, in particolare, per le esperienze digitali. Diventa quindi necessario incorporare aspetti intangibili come empatia e tono di voce.

  • La ricerca vocale non sarà eliminata nel 2024.

Gli assistenti vocali diventano sempre più intelligenti e i consumatori li utilizzano in modo più consistente. Circa il 40% degli utenti di Internet negli Stati Uniti utilizza un assistente vocale almeno una volta al mese. I brand di e-commerce devono ottimizzare i loro siti per rimanere al passo con questa tendenza. Alcuni grandi retailer permettono già ai clienti di effettuare ordini dettando direttamente allo speaker. I retailer digitali dovrebbero concentrarsi sull’ottimizzazione delle proprie esperienze basate su modelli di linguaggio naturale (come parlano le persone reali, non gli algoritmi, di un prodotto?). La ricerca vocale non riguarda solo ciò che viene chiesto; riguarda anche la risposta. Mantenere il contenuto breve e chiaro è l’aspetto più importante.

  • Mobile-first domina il design UX.

C’è stato un tempo (intorno al 2010) in cui i siti web ottimizzati per i dispositivi mobili erano la nuova grande novità. L’e-commerce è cresciuto in popolarità e facilità nel corso dell’ultimo decennio e ora, invece di ottimizzare i siti desktop per i dispositivi mobili, i brand stanno progettando percorsi di customer experience pensando prima al mobile. Il 91% dei consumatori effettua acquisti online tramite smartphone e nel 2024, si prevede che questo comparto rappresenterà il 40,4% di tutte le vendite di e-commerce. Il commercio mobile dovrebbe rappresentare 710 miliardi di dollari (o il 10,4% di tutte le transazioni commerciali) entro il 2025.

  • L’inflazione sta cambiando il modo in cui le persone spendono online.

L’inflazione era già motivo di preoccupazione nel 2023 e nel 2024 lo sarà ancora. Con portafogli sempre più contratti è probabile che le persone limitino gli acquisti online come strumento per introdurre un freno agli acquisti impulsivi. Gli acquisti non si fermano, però i consumatori riflettono attentamente su dove, come e cosa comprare.

  • Wake me up before you go go.

Con i consumatori che stravolgono la customer journey, i retailer potrebbero avere difficoltà a monitorare in modo efficace come e quando la loro ricerca virtuale si traduce in vendita fisica. La ROPO (Research Online, Purchase Offline) non è un fenomeno nuovo, ma è diventato sempre più diffuso poiché sempre più persone fondono il loro percorso di acquisto su più canali. Alle persone piace fare ricerche sui prodotti online, utilizzando i siti di e-commerce delle aziende, i mercati di terze parti e soprattutto le recensioni online, ma poi vanno a effettuare l’acquisto in negozio. Sebbene l’esperienza in sé non si sia evoluta molto, la nostra capacità di tracciare il customer journey è cambiata sensibilmente. BOPIS (“buy online, pickup in store”) e la consegna all’esterno sembrano semplici: basta fare acquisti online e optare per il ritiro in negozio o all’esterno, segue un’e-mail di conferma, quindi una telefonata o un check-in basato sulla posizione avvisano un dipendente di uscire con i pacchi, apri il bagagliaio e torni a casa. Ma per la maggior parte dei rivenditori, l’ampliamento di questi servizi può creare sfide enormi poiché sono necessari agilità e rapidità di rotazione per trasformare i negozi tradizionali in centri logistici in modo che i consumatori possano ottenere ciò di cui hanno bisogno in modo rapido e senza problemi. Grazie a un’ampia disponibilità di dati tracciabili e di analisi avanzate (e, naturalmente, l’intelligenza artificiale), siamo attrezzati per monitorare i percorsi dei clienti e capire meglio cosa funziona bene e cosa no.

  • AR e VR per un e-commerce immersivo.

Una delle principali sfide che le persone che acquistano online devono affrontare è quella di poter “provare” i prodotti. Le esperienze di vendita al dettaglio aumentate e virtuali hanno trasformato questa sfida, permettendo ai consumatori di visualizzare, o addirittura interagire, con i prodotti online prima di acquistarli. Oggi è possibile “provare” qualsiasi cosa, dai vestiti al trucco, utilizzando il proprio smartphone. Si può utilizzare l’AR per vedere come i mobili e gli elettrodomestici si adatteranno ai propri spazi. Gli showroom VR consentono di interagire virtualmente con i prodotti o addirittura di configurarli prima dell’acquisto. Un sondaggio condotto da Snap/Publicis Media ha rilevato che l’80% degli acquirenti si sente più sicuro dei propri acquisti quando utilizza queste tecnologie e che il 66% delle persone che utilizza l’AR ha meno probabilità di restituire i prodotti.

  • Le aspettative verso l’AI.

Man mano che i consumatori diventano più consapevoli e si sentono a proprio agio con le funzionalità avanzate dell’intelligenza artificiale, le loro aspettative su come le aziende utilizzano la tecnologia stanno aumentando. Il 24% dei consumatori ritiene che i retailer dovrebbero utilizzare l’intelligenza artificiale per formulare raccomandazioni più personali. Quando un cliente dà il consenso all’utilizzo dei suoi dati cliente, si aspetta di vedere un ritorno sull’investimento, attraverso esperienze iperpersonalizzate e curate.

  • La privacy e la trasparenza restano fondamentali per i consumatori.

I clienti e-commerce desiderano esperienze uniche, personalizzate e senza interruzioni, ma non a scapito di pratiche poco chiare quando si tratta dei propri dati personali. Gartner prevede che entro la fine del 2024, il 75% della popolazione mondiale avrà i propri dati personali coperti da normative sulla privacy. Ciò significa che le aziende che non rispettano le regole dovranno affrontare pesanti multe e conseguenze legali. Ma oltre ai rischi finanziari derivanti dalle violazioni, i brand che tradiscono la fiducia dei clienti, soprattutto quando si tratta dei loro dati personali, rischiano un danno di immagine e di perdere il cliente per sempre.

  • L’essere umano come premium.

Oggi le persone stanno iniziando ad apprezzare ancora di più il tocco umano anche nelle esperienze digitali. Come riferisce Mintel, i consumatori stanno cominciando ad “apprezzare ciò che rende gli esseri umani così unici: emozioni, empatia, idee creative e desiderio di connettersi con altri esseri umani. Per trovare un equilibrio tra progresso e preservazione, i brand e i consumatori cercheranno sempre più elementi unicamente umani in contrasto con algoritmi senza volto”.

  • Brand e retailer prosperano con il servizio diretto al consumatore.

Il modello DTC (diretto al consumatore) era riservato ai marchi nativi digitali che cercavano di risparmiare sui costi e differenziarsi con la propria esperienza cliente brandizzata. Ora, brand di ogni forma e dimensione stanno abbracciando l’approccio DTC e questo è dovuto in parte alla ricerca di dati proprietari sui clienti, ma anche in risposta agli affitti alle stelle per lo spazio fisico di vendita al dettaglio. I consumatori scelgono di ignorare i rivenditori di terze parti quando l’esperienza del cliente del marchio è più semplice, più affidabile o offre premi o prezzi migliori. Nel 2024, aspettiamoci di vedere più marchi e rivenditori ottimizzare le loro esperienze DTC nel tentativo di raccogliere più dati sui clienti e di qualità superiore che consentiranno loro di fornire il livello di personalizzazione che genera fedeltà nel tempo.

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La grande corsa del Retail: aumenta il divario tra percezioni dei clienti e quelle dei rivenditori /italy/2023/01/la-grande-corsa-del-retail-aumenta-il-divario-tra-percezioni-dei-clienti-e-quelle-dei-rivenditori/ Mon, 16 Jan 2023 11:01:45 +0000 /italy/?p=137941 “Premiare la fidelizzazione” è la priorità assoluta per i consumatori ma non per i retailer nel 2023, secondo la nuova ricerca di Emarsys, una società...

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“Premiare la fidelizzazione” è la priorità assoluta per i consumatori ma non per i retailer nel 2023, secondo la nuova ricerca di Emarsys, una società Â鶹ԭ´´. Aumenta il valore dell’omnicanalità per instaurare rapporti duraturi con i clientiÌý

Vimercate, 16 gennaio 2023 – Le aziende retailer e i consumatori non sono allineati quando si tratta di preferenze, aree di miglioramento, o comunicazioni. Questo è quanto emerge dalla ricerca* pubblicata oggi da , una società Â鶹ԭ´´, e presentata durante l’NRF 2023: Retail’s Big Show in corso a New York.

Nel 2023 le percezioni dei consumatori e dei retailer divergono. Per i consumatori, premiare la fidelizzazione del cliente (50%) è in cima alla lista di ciò che vogliono ricevere dai rivenditori in un anno in cui i budget di spesa sono limitati. Segue un miglioramento del servizio clienti (46%), una migliore comprensione dei clienti (35%), la coerenza tra esperienza online e in negozio (30%), e il miglioramento dei processi di consegna (28%).

Per i rivenditori, le priorità sono leggermente diverse, con un’attenzione molto elevata sul digitale. Il miglioramento del servizio clienti (53,4%) è la priorità assoluta per i retailer nel 2023, seguito da una maggiore fidelizzazione dei clienti (53%), dal miglioramento delle esperienze online (50%), da una migliore comprensione dei clienti (49%) e da un’offerta più estesa di esperienze digitali (44%).

Per quanto riguarda la frequenza del coinvolgimento, il 61% dei rivenditori intervistati ritiene che i loro clienti vogliano sentirli più volte alla settimana. In realtà solo il 31% dei consumatori è d’accordo, con la maggioranza degli intervistati che preferisce essere contattato una volta alla settimana o meno.

Quasi un sesto (15%) dei clienti vuole ricevere informazioni dai retailer solo quando ci sono offerte speciali e quasi uno su otto (12%) non vuole ricevere alcuna comunicazione. Nel primo caso solo il 5% delle aziende rispetta le preferenze dei clienti, nel secondo addirittura solo il 2%.

La ricerca rivela che, per i rivenditori, la sfida non è eliminare il contatto con il cliente, ma capire esattamente quali informazioni vorrebbe ricevere e dove.

Inoltre, mentre il 45% dei consumatori vorrebbe essere informato sulle possibili promozioni direttamente in negozio, oltre la metà (51%) preferisce ricevere informazioni via e-mail e il 44% vuole sentirne parlare sui social media. Per i nuovi annunci di prodotti, invece, il negozio (46,7%) è in cima alla lista dei canali preferiti, seguiti da social media (46,3%) e dall’email (45%). Queste distinzioni sottolineano ancora la necessità che i responsabili marketing conoscano le preferenze dei clienti e forniscano loro gli sconti e i messaggi in modo sempre più tempestivo e personalizzato, e negli ambiti giusti.

È importante anche costruire un clima di fiducia, poiché vi è un divario su come i clienti pensano siano gestiti i loro suggerimenti e come in realtà i retailer si comportano. Secondo lo studio, la stragrande maggioranza (82%) dei rivenditori legge sempre i commenti dei clienti e avvia gli opportuni adeguamenti. Tuttavia, solo il 30% dei clienti pensa che i rivenditori rivedano realmente i loro consigli, e il 16% ritiene che, anche se il loro feedback viene letto, non vengano apportate modifiche reali.

“I risultati della ricerca riflettono le mutevoli richieste dei consumatori e la necessità per i rivenditori di allinearsi alle loro esigenze per rimanere competitivi”, ha dichiarato Meghann York, Global Head of Product Marketing, Emarsys. “In tempi economici incerti come quelli di oggi, incontrare i clienti dove sono significa tutto. Nel 2023, i retailer devono essere coraggiosi con le loro comunicazioni, e avviare un processo serio di prioritizzazione per lasciare solo le comunicazioni più significative e curate all’interno delle loro campagne marketing. Se il tuo messaggio è corretto, i tuoi clienti non solo vorranno ascoltarti, ma anche interagire con te. Questo è possibile solo attraverso un’ossessione per il cliente; capire esattamente ciò che vuole sentire, con la giusta frequenza, e fornire quella personalizzazione ovunque si trovi”.

Può essere fino a sette volte più costoso attrarre un nuovo cliente che mantenerne uno. Emarsys fornisce questi suggerimenti per premiare la fedeltà dei clienti, la priorità numero uno per i consumatori quest’anno:

  1. Festeggiare i propri clienti. Il 30% dei consumatori intervistati nello studio ha dichiarato: “Voglio sentirmi apprezzato dai retailer da cui acquisto, non sono solo una vendita”. È quindi importante assicurarsi che i clienti siano trattati a livello di singolo individuo. Ad esempio, invitandoli a diventare ambasciatori o sorprendendoli con un regalo per il loro compleanno.
  2. Offerta “esclusiva”. Premiare i clienti più fedeli e farli sentire speciali permettendo loro di essere i “primi” a provare le cose, o ad acquistare nuovi prodotti.
  3. Aggiungere valore oltre le vendite. Presentare contenuti e funzionalità che vanno oltre la vendita, in modo da poter crescere con i clienti, sia che si tratti di blog educativi su come utilizzare i prodotti, suggerimenti via e-mail, app coinvolgenti, o una serie di podcast.
  4. Offrire sconti. Premiare i clienti più fedeli con sconti personalizzati per i prodotti che amano.
  5. Richiedere commenti. Fare in modo che i clienti più fedeli sappiano quanto siano apprezzati chiedendo un suggerimento sui loro acquisti ed esperienze e premiandoli per averlo fatto, trasformandoli in star includendoli nelle campagne di comunicazione, o regalando un prodotto in occasione del loro prossimo acquisto.
  6. Introdurre modelli di fidelizzazione. I modelli di fidelizzazione, come ad esempio l’offerta di incentivi, premi e offerte uniche, possono far tornare i clienti.
  7. Personalizzare. Inviare messaggi o regali a sorpresa con gli ordini è un ottimo modo per far sentire apprezzati i clienti, che si tratti di celebrare un anniversario o semplicemente di mostrare attenzione.
  8. Avviare una conversazione. Se non si è sicuri di come premiare al meglio i clienti fedeli, basta chiederlo a loro direttamente! Apprezzeranno il fatto di essere stati pensati e poi saranno gratificati dal vedere che la loro proposta è stata adottata e premiata.

*La ricerca condotta da Opinion Matters è stata svolta a fine dicembre 2022 e ha coinvolto 251 senior manager di aziende retailer e 510 consumatori negli Stati Uniti.

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Emarsys, società Â鶹ԭ´´Ìý

Emarsys, una società Â鶹ԭ´´, è la piattaforma omnicanale per coinvolgere i clienti che consente ai responsabili marketing di creare, lanciare ed eseguire campagne personalizzate e intercanale a sostegno dei risultati di business. Emarsys collabora con più di 1.500 aziende, di grandi e medie dimensioni e in rapida evoluzione in tutti i settori. Emarsys è concepito specificamente per consentire ai responsabili marketing di:

  • accelerare il time-to-value attraverso un rapido onboarding dei dati e dei canali per implementare una campagna multicanale
  • offrire una personalizzazione 1:1 in tempo reale che crea relazioni sicure, fedeli e durature in ogni interazione
  • ottenere successo con una guida collaudata per prendere decisioni rapide e intelligenti con analisi e insight basati sui dati
  • produrre risultati misurabili che promuovano una crescita prevedibile e profittevole lungo l’intero ciclo di vita del cliente.

Â鶹ԭ´´

La strategia di Â鶹ԭ´´ è di aiutare ogni azienda a funzionare come un’impresa intelligente e sostenibile. Come uno dei leader di mercato nelle applicazioni software per il business, aiutiamo le organizzazioni di tutti i settori e dimensioni a operare al meglio: i clienti Â鶹ԭ´´ generano l’87% del commercio globale complessivo. Le nostre tecnologie di machine learning, Internet of Things (IoT) e di analytic avanzate permettono ai clienti di trasformare le loro organizzazioni in imprese intelligenti. Â鶹ԭ´´ aiuta a dare alle persone e alle aziende informazioni approfondite sul business e promuove la collaborazione per aiutarle a competere con successo. Semplifichiamo la tecnologia per le imprese in modo che possano utilizzare il nostro software nel modo desiderato, senza interruzioni. La nostra suite di applicazioni e servizi end-to-end consente ad aziende private e pubbliche di operare con profitto, adattarsi costantemente al mercato e fare la differenza in 25 settori. Con una rete globale di clienti, partner, dipendenti e opinion leader, Â鶹ԭ´´ aiuta il mondo a funzionare meglio e a migliorare la vita delle persone. Per ulteriori informazioni, visitare .

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Â鶹ԭ´´ annuncia nuove soluzioni business per un Retail più sostenibile /italy/2022/01/sap-annuncia-nuove-soluzioni-business-per-un-retail-piu-sostenibile/ Mon, 31 Jan 2022 13:37:35 +0000 /italy/?p=137582 Vimercate, 31 gennaio 2022 – Solo negli Stati Uniti il settore Retail porta un contributo di 3,9 trilioni di dollari al PIL annuale nazionale rendendolo...

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Vimercate, 31 gennaio 2022 – Solo negli Stati Uniti il porta un contributo di 3,9 trilioni di dollari al PIL annuale nazionale rendendolo il settore più importante del Paese per occupazione nel settore privato e in una posizione unica per affrontare il cambiamento climatico.

Di recente, in occasione degli incontri della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26) del 2021, la (NRF) ha dichiarato: “Le aziende retailer continueranno a inventare e implementare soluzioni funzionali ai cambiamenti climatici perché le esigenze identificate durante la COP26 puntano proprio a questo”.

Per aiutare le imprese del settore Retail a trasformarsi digitalmente e a rendere il proprio business più sostenibile, Â鶹ԭ´´ ha annunciato nuove soluzioni:

  • Â鶹ԭ´´ Intelligent Returns Management è stata creata per ottimizzare il processo di reso per la vendita al dettaglio. La soluzione utilizza le decisioni di instradamento e smaltimento guidate dall’intelligenza artificiale per indirizzare i prodotti dalle mani dei clienti alle fasi finali di smaltimento, massimizzando l’esperienza del cliente e i margini dell’azienda, e riducendo al contempo gli sprechi.
  • ³¢’a±è±è±ô¾±³¦²¹³ú¾±´DzԱð recentemente aggiornata offre funzionalità avanzate per la gestione degli ordini. La soluzione utilizza customer data science, nuove strategie di assortimento, regole di business e intelligenza artificiale per pianificare approvvigionamenti specifici e attenti allo spazio con un’esperienza utente progettata per soddisfare le esigenze del category manager di oggi. Gli assortimenti precisi e incentrati sulla domanda del cliente aumentano la fedeltà degli stessi, migliorano la redditività dell’azienda e supportano una catena di approvvigionamento più sostenibile.
  • Il programma Â鶹ԭ´´.iO Foundries è una rete di startup che sviluppano soluzioni integrate con tecnologia Â鶹ԭ´´, e comprende:
    • offre una piattaforma circolare che invita i clienti ad acquistare in modo più conveniente, sostenibile e senza sprechi, e connette persone, marchi e rivenditori in modo coinvolgente per cambiare le abitudini di consumo
    • aiuta migliaia di brand di e-commerce a offrire prodotti carbon-neutral
    • utilizza blockchain e Internet of Things per creare maggiore trasparenza nelle catene di approvvigionamento e offrire ai clienti informazioni chiare su qualità, origine, impronta di sostenibilità e standard di conformità
    • aiuta i clienti a gestire le loro attività in modo diverso sfruttando l’intelligenza dei dati in tempo reale da ciascuno dei loro prodotti in modo end-to-end, cioè dalla fabbrica al consumatore e oltre
    • propone un programma di conformità alla qualità dinamico e basato sulla valutazione del rischio che fornisce digitalizzazione, automazione, trasparenza e tracciabilità
    • offre una piattaforma per spedizioni sostenibili che include packaging riutilizzabile, tracciamento in tempo reale e predictive analytics
    • fornisce una piattaforma basata sul purpose per la gestione delle specifiche dei prodotti che cambia radicalmente il modo in cui marchi, fornitori, produttori e rivenditori gestiscono i dati e collaborano per portare i beni sul mercato.

Le soluzioni di Â鶹ԭ´´ consentono ai retailer di integrare senza problemi pratiche commerciali sostenibili, il che è fondamentale per un settore dinamico come quello della vendita al dettaglio. Secondo Leslie Hand, Vicepresidente del Gruppo IDC, IDC Retail Insights, indica che le organizzazioni retail riferiscono che, rispetto ai rischi politici, sociali ed economici, il cambiamento degli obiettivi e delle normative ambientali avrà il maggiore impatto sulla loro trasformazione digitale e sui piani di investimenti in tecnologia nei prossimi due anni. Inoltre, l’80% (Asia Pacifico), il 59% (Stati Uniti) e il 64% (EMEA) delle organizzazioni retail concordano sul fatto che la loro strategia di tecnologia digitale è un importante strumento per sostenere gli ampi sforzi di sostenibilità delle loro organizzazioni. *

Oltre a queste soluzioni, le aziende del settore retail possono utilizzare l’intero di Â鶹ԭ´´. Maggiori dettagli sono disponibili nel blog “Â鶹ԭ´´ Cloud for Sustainable Enterprises: Taking Action Together”.

*Source: IDC Retail Core Processes and Applications, May 2021.

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La strategia di Â鶹ԭ´´ è di aiutare ogni azienda a funzionare come un’impresa intelligente. Come uno dei leader di mercato nelle applicazioni software per il business, aiutiamo le organizzazioni di tutti i settori e dimensioni a operare al meglio: i clienti Â鶹ԭ´´ generano l’87% del commercio globale complessivo. Le nostre tecnologie di machine learning, Internet of Things (IoT) e di analytic avanzate permettono ai clienti di trasformare le loro organizzazioni in imprese intelligenti. Â鶹ԭ´´ aiuta a dare alle persone e alle aziende informazioni approfondite sul business e promuove la collaborazione per aiutarle a competere con successo. Semplifichiamo la tecnologia per le imprese in modo che possano utilizzare il nostro software nel modo desiderato, senza interruzioni. La nostra suite di applicazioni e servizi end-to-end consente ad aziende private e pubbliche di operare con profitto, adattarsi costantemente al mercato e fare la differenza in 25 settori. Con una rete globale di clienti, partner, dipendenti e opinion leader, Â鶹ԭ´´ aiuta il mondo a funzionare meglio e a migliorare la vita delle persone. Per ulteriori informazioni, visitare .

 

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