Intelligenza Artificiale Archives - Âé¶¹Ô­´´ News Center Italy /italy/topics/intelligenza-artificiale/ Notizie e informazioni su Âé¶¹Ô­´´ Mon, 07 Sep 2026 13:13:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.4 Le soluzioni Industry per i clienti plasmano il futuro delle Autonomous Enterprise /italy/2026/09/le-soluzioni-industry-per-i-clienti-plasmano-il-futuro-delle-autonomous-enterprise/ Tue, 01 Sep 2026 10:04:30 +0000 /italy/?p=140590 L’Intelligenza Artificiale è entrata in una nuova fase. La discussione non riguarda più se le organizzazioni debbano adottare l’AI. In tutti i settori, le aziende...

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L’Intelligenza Artificiale è entrata in una nuova fase. La discussione non riguarda più se le organizzazioni debbano adottare l’AI. In tutti i settori, le aziende stanno già sperimentando l’AI per automatizzare le attività, migliorare la produttività e creare esperienze migliori per i clienti. La vera domanda ora è: come possiamo passare dalla sperimentazione a una trasformazione a livello aziendale in grado di generare risultati di business concreti e significativi?

In Âé¶¹Ô­´´, la nostra risposta è chiara: la prossima ondata di trasformazione sarà guidata dall’Industry AI. Questa convinzione si riflette anche nell’evoluzione della nostra divisione, che da Customer Innovation Services diventa Customer Industry Solutions. Non si tratta semplicemente di un cambio di nome, ma di un ampliamento della missione e del riconoscimento del fatto che il futuro dell’AI enterprise sarà determinato dalla combinazione di tecnologia, profonda competenza nei diversi settori, eccellenza ingegneristica e innovazione incentrata sul cliente.

L’opportunità che abbiamo davanti è enorme. Gli analisti stimano che la sola AI generativa potrebbe creare tra 2.600 e 4.400 miliardi di dollari di valore economico annuale a livello globale, mentre si prevede che la spesa globale per l’AI supererà i 630 miliardi di dollari entro il 2028. Tuttavia, per realizzare questo valore sarà necessario che le aziende vadano oltre la sperimentazione e implementino l’AI in modo profondamente rilevante per i propri settori.

Per anni, le imprese hanno perseguito la trasformazione digitale attraverso piattaforme ampie e funzionalità orizzontali applicabili a diverse funzioni e settori. L’AI ha seguito un percorso simile. I Large Language Model (LLM) e gli strumenti di AI general-purpose hanno dimostrato capacità straordinarie e aperto possibilità completamente nuove. Tuttavia, man mano che le organizzazioni superano la fase dei progetti pilota e delle proof of concept, emerge sempre più chiaramente un elemento: l’AI generica può portarci solo fino a un certo punto.

“Nel mondo enterprise, il contesto è tutto. Il futuro dell’AI non risiede in un’intelligenza generica, ma in un’intelligenza in grado di comprendere i settori, i processi aziendali e il modo in cui le imprese creano valoreâ€, ha dichiarato Dominik Metzger, Global Head of Industry AI. “È qui che l’organizzazione Customer Industry Solutions svolge un ruolo fondamentale, riunendo una profonda competenza nei diversi settori, gli insight dei clienti e l’eccellenza ingegneristica per colmare il divario tra innovazione e impatto concreto sul businessâ€.

Un’azienda manifatturiera che cerca di ottimizzare la propria supply chain deve affrontare sfide fondamentalmente diverse da quelle di un retailer che vuole personalizzare le esperienze dei clienti. Una banca alle prese con requisiti normativi opera in un contesto completamente diverso rispetto a un’azienda del settore life sciences che vuole accelerare ricerca e sviluppo. Ogni settore ha i propri processi, modelli di dati, normative e modalità di creazione del valore.

È proprio per questo che Industry AI rappresenta la nuova frontiera della trasformazione enterprise. Il portafoglio Industry AI combina la potenza dell’AI con una profonda conoscenza dei diversi ambiti e del contesto aziendale. Non comprende soltanto il linguaggio, ma anche le peculiarità dei settori e la realtà concreta del modo in cui le aziende operano. Può affrontare sfide specifiche di settore e produrre risultati misurabili, scalabili e rilevanti per l’impresa.

Partendo dalle solide basi costruite attraverso la customer co-innovation, l’organizzazione Customer Industry Solutions riunisce una profonda competenza nei diversi settori, gli insight dei clienti e l’eccellenza ingegneristica per accelerare l’Industry AI su larga scala. È importante sottolineare che stiamo inoltre unendo i punti di forza dell’innovazione con i clienti e del forward-deployed engineering.

Questa combinazione è particolarmente potente. I team dedicati all’innovazione con i clienti portano una profonda comprensione delle sfide di business, dei processi di settore e dei risultati attesi dai clienti. Il forward-deployed engineering offre invece la capacità di sviluppare, implementare e rendere rapidamente operative le soluzioni all’interno di ambienti enterprise complessi. Insieme, queste competenze ci consentono di colmare il divario tra l’innovazione rivoluzionaria e il suo impatto concreto sul business.

Il nostro ruolo non consiste semplicemente nell’aiutare i clienti ad adottare nuove tecnologie. Consiste nel lavorare al loro fianco per affrontare sfide aziendali complesse, trasformare rapidamente le idee in soluzioni e aiutarli a passare dalla sperimentazione dell’AI a una trasformazione che coinvolga l’intera organizzazione.

L’Industry AI sta inoltre cambiando il modo stesso in cui avviene l’innovazione. Gli insight più preziosi emergono spesso dalla risoluzione di problemi reali dei clienti. Nascono dalla comprensione delle criticità sul campo, dall’identificazione delle opportunità per semplificare la complessità e dall’applicazione dell’AI in modi capaci di generare un valore concreto per il business. Tutto questo richiede una collaborazione tra clienti, esperti di settore, ingegneri e team di prodotto ancora più stretta di quanto non sia mai avvenuto in passato.

Questo rappresenta un altro ruolo fondamentale che l’organizzazione Customer Industry Solutions è chiamata a svolgere. Lavorando a stretto contatto con clienti di diversi settori e regioni e raccogliendo sistematicamente gli insight provenienti dal campo, possiamo contribuire a orientare lo sviluppo futuro dei prodotti e ad accelerare l’adozione su larga scala di funzionalità di AI specifiche per i diversi settori.

Ogni interazione con un cliente diventa un’opportunità per imparare, perfezionare e sviluppare soluzioni in grado di apportare benefici a interi settori.


Sindhu Gangadharan è head of Customer Industry Solutions, Âé¶¹Ô­´´

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Una ricerca di Âé¶¹Ô­´´ rivela che il valore dell’intelligenza artificiale in Italia è in forte crescita, trainata da una maggiore adozione e dalle aspettative legate all’AI agentica /italy/2026/07/una-ricerca-di-sap-rivela-che-il-valore-dellintelligenza-artificiale-in-italia-e-in-forte-crescita-trainata-da-una-maggiore-adozione-e-dalle-aspettative-legate-allai-agentica/ Thu, 16 Jul 2026 12:46:10 +0000 /italy/?p=140559 Milano, 16 luglio 2026 – Un nuovo studio condotto da Âé¶¹Ô­´´ SE (NYSE: Âé¶¹Ô­´´) e Oxford Economics ha evidenziato che le aziende italiane stanno ottenendo...

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Milano, 16 luglio 2026 – Un nuovo studio condotto da (NYSE: Âé¶¹Ô­´´) e Oxford Economics ha evidenziato che le aziende italiane stanno ottenendo ritorni sugli investimenti (ROI) sempre più positivi dall’intelligenza artificiale, nonostante persistano alcune sfide.

In media, le imprese italiane prevedono di investire quest’anno 18,4 milioni di dollari in AI, una cifra inferiore alla media globale che si attesta sui 28 milioni di dollari. Tuttavia, gli investimenti in AI nel nostro Paese sono destinati a crescere del 45% nei prossimi due anni.

Anche il livello del ROI sta registrando un forte incremento. Le aziende italiane si aspettano un ROI del 20% quest’anno (pari a 4,9 milioni di dollari), percentuale che dovrebbe aumentare fino a raggiungere il 38% entro due anni (12,2 milioni di dollari).

L’AI agentica è al centro di queste aspettative. Nei prossimi due anni, si prevede infatti che il ROI derivante dall’AI agentica raggiungerà i 13,7 milioni di dollari in Italia. Questi dati emergono da una nuova ricerca globale, “The Âé¶¹Ô­´´ Value of AI 2026â€, che ha coinvolto 2.300 dirigenti aziendali in 13 paesi, di cui 200 nel nostro Paese.

Commentando lo studio, Carla Masperi, Amministratore Delegato di Âé¶¹Ô­´´ Italia ha osservato: “Nell’ultimo anno l’Italia è passata dalla fase di sperimentazione dell’AI a quella operativa, e questo sta iniziando a dare risultati concreti. Ma c’è ancora molta strada da fare. Un’AI priva di contesto, che si tratti di processi, dati o governance, nella migliore delle ipotesi genera attività senza risultati, nella peggiore crea nuovi rischiâ€.

L’AI in Italia si avvicina sempre più alla maturità aziendale

Oggi, oltre un quarto delle attività (26%) di un’azienda italiana è supportato dall’intelligenza artificiale, percentuale che si prevede aumenterà al 44% entro i prossimi due anni. Tuttavia, se da un lato crescono gli investimenti strategici in AI (20%), dall’altro gli approcci frammentati restano i più diffusi (36%).

In parte, questa situazione potrebbe legata alla leadership. Meno della metà delle aziende italiane ha un responsabile dedicato all’AI e alla sua adozione (45%), che definisca i KPI per l’AI a livello manageriale (35%) o che fornisca percorsi di formazione sulle funzionalità e sui rischi dell’AI (37%).

Nonostante queste difficoltà, il 73% delle aziende italiane si dichiara soddisfatto del ROI attuale dell’AI, anche se oltre la metà ritiene che il potenziale dell’intelligenza artificiale non sia ancora pienamente sfruttato.

Parte di questo ottimismo è dovuto all’AI agentica: i tre quarti del campione (75%) ritiene che l’AI agentica abbia un potenziale da moderato a molto elevato nel trasformare la propria organizzazione. Tuttavia, la tecnologia è ancora agli inizi: solo l’1% delle aziende intervistate si considera pienamente preparata all’AI agentica, mentre la maggioranza afferma di essere parzialmente preparata o addirittura non pronta.

Le principali sfide dell’AI per le aziende italiane

Le organizzazioni italiane si trovano ad affrontare una serie di sfide per ottenere un ritorno sull’investimento (ROI) dagli investimenti in AI, in particolare sul fronte dei dati, delle risorse umane e della governance.

La qualità dei dati rimane la sfida principale. Nonostante il 67% delle aziende affermi di essere pronta per l’AI in termini di dati, il 74% segnala problemi legati alla scarsa qualità delle informazioni disponibili. Un aspetto che ha un impatto sulle attività quotidiane, con il 77% delle imprese che dichiara di aver sperimentato rilavorazioni, ritardi o accumuli di lavoro arretrato a causa della scarsa qualità degli output forniti dall’intelligenza artificiale.

Anche l’impatto dell’AI sulla forza lavoro rappresenta una sfida significativa. Otto aziende italiane su dieci (80%) non sono convinte che le iniziative di aggiornamento professionale intraprese dalla propria azienda tengano il passo con l’evoluzione degli strumenti di AI. Inoltre, meno dell’1% degli intervistati ha affermato che l’AI non avrà alcun impatto sulla pianificazione della forza lavoro. Nel frattempo, il fenomeno della Shadow AI resta un problema sentito: il 67% degli intervistati ha dichiarato che ciò accade all’interno della propria organizzazione almeno occasionalmente.

Infine, la governance rappresenta uno degli ostacoli più rilevanti per la creazione di valore dell’AI in ambito aziendale. Solo un’impresa su dieci dichiara di essere pienamente pronta a governare efficacemente l’intelligenza artificiale, sia in termini di competenze (11%) sia di processi e framework organizzativi (10%).

“Il prossimo passo per ottenere valore dalla nuova tecnologia sarà integrare dati, processi e AI. Le aziende italiane devono comprendere che l’AI spesso offre un valore più difficile da misurare di quanto ci si aspetti, e comporta rischi che evolvono a un ritmo molto veloce perché la maggior parte dei sistemi di governance riesca a stare al passo. La governance dell’AI, ad esempio, sta diventando la sfida più importante che molte aziende ancora non sanno di avereâ€, continua Carla Masperi.

Queste criticità potrebbero amplificarsi in un futuro sempre più orientato all’AI agentica. Attualmente, il 40% delle aziende italiane non dispone di processi con intervento umano (human-in-the-loop) per supervisionare i workflow agentici; il 25% non ha sistemi di controllo e autorizzazione degli accessi per gli agenti AI; e solo il 48% mantiene un registro degli agenti utilizzati all’interno della propria organizzazione. Si tratta di aspetti importanti, considerando che quasi due terzi delle aziende (63%) concordano o non sanno se stanno implementando agenti AI a un ritmo più veloce di quello con cui riescono a gestirli.

Il futuro del valore dell’AI è l’Autonomous Enterprise

“Generare valore reale dall’AI non sarà semplice, perché richiede un approccio completamente nuovoâ€, ha concluso Carla Masperi. “Le imprese italiane, grandi e piccole, dovranno connettere l’AI ai dati e ai processi che alimentano il loro business, garantendo al contempo che abbia il contesto e la governance necessari per guidare risultati affidabili. Questo è ciò che definiamo Autonomous Enterprise. Non si tratta di una trasformazione puramente tecnologica, ma è soprattutto umana. Il vero valore si realizza solo quando agenti, processi e persone lavorano in sinergiaâ€.

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L’AI sta facendo evolvere i ruoli entry level, non li fa scomparire /italy/2026/06/lai-sta-facendo-evolvere-i-ruoli-entry-level-non-li-fa-scomparire/ Wed, 17 Jun 2026 09:25:58 +0000 /italy/?p=140532 Secondo una nuova ricerca di Âé¶¹Ô­´´ e Wakefield, l’AI non sta rendendo irrilevanti i giovani talenti, ma accelera la rapidità con cui diventano produttivi, ridefinendo...

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Secondo una nuova ricerca di Âé¶¹Ô­´´ e Wakefield, l’AI non sta rendendo irrilevanti i giovani talenti, ma accelera la rapidità con cui diventano produttivi, ridefinendo le fasi iniziali delle loro attività e le aspettative

Milano, 16 giugno 2026 – Da quando l’intelligenza artificiale generativa è entrata nel dibattito pubblico e nelle aziende, gran parte della conversazione sull’AI e sul futuro del lavoro si è concentrata molto su ciò che l’automazione potrebbe eliminare: posti di lavoro, attività e opportunità per chi è all’inizio della carriera.

Ma una nuova ricerca di Âé¶¹Ô­´´ e Wakefield* suggerisce che sta emergendo una realtà diversa. L’AI non sta facendo scomparire i ruoli junior in azienda. Al contrario, sta accelerando la rapidità con cui i giovani talenti diventano produttivi, rimodellando le fasi iniziali del loro percorso e anticipando alcune aspettative.

Secondo i risultati dello studio, l’88% dei Chief HR Officer (CHRO) afferma che l’AI sta aiutando i talenti a inizio carriera a entrare nel ruolo più rapidamente. Questa accelerazione aumenta la posta in gioco per le aziende e i giovani. Mentre le organizzazioni beneficiano di livelli di produttività e di impatto più rapidi rispetto al passato, i dipendenti junior si trovano ad affrontare aspettative più elevate e dispongono di meno spazi per un apprendimento progressivo e per l’affiancamento. Questa situazione sta spingendo i leader a ripensare il modo in cui il successo viene definito e sostenuto fin dal primo giorno.

L’AI come acceleratore della preparazione al ruolo

Le prime attività dei ruoli junior erano tradizionalmente ripetitive e a basso rischio, e aiutavano i nuovi dipendenti a imparare progressivamente le loro responsabilità. Oggi, l’AI automatizza gran parte delle attività di base.

Questa evoluzione è sempre più comune: il 79% dei CHRO intervistati riferisce che i talenti a inizio carriera ricevono strumenti di Business AI nel primo mese di lavoro. Inoltre, l’87% si aspetta che i nuovi assunti abbiano familiarità con l’AI fin dal primo giorno o imparino a usare questi strumenti subito dopo l’ingresso in azienda.

Con l’AI che assorbe le attività tradizionali, le persone a inizio carriera possono coprire attività più significative in tempi veloci, e i CHRO ne stanno già vedendo l’impatto, con il 56% che segnala un miglioramento della fiducia in sé e il 55% che evidenzia un aumento della produttività tra coloro che iniziano a utilizzare l’AI in tempi rapidi.

“Poiché i giovani possono raggiungere la piena operatività più rapidamente, le aspettative nei loro confronti aumentano con la stessa velocità. Diversi fattori strutturali contribuiscono a questo cambiamento: le organizzazioni stanno ridefinendo il modo in cui inseriscono e sviluppano i talenti a inizio carriera e coloro che entrano sono chiamati ad affrontare attività sempre più complesse fin dalle prime fasi del percorso professionaleâ€, ha spiegato Pietro Iurato, People & Culture Director di Âé¶¹Ô­´´ Italia. “Con queste aspettative crescenti, è facile capire come il carico cognitivo dei ruoli entry level possa aumentare in modo sensibileâ€.

Il rischio dell’AI brain fry

Alcuni ricercatori definiscono questa dinamica “AI brain fryâ€, ovvero l’affaticamento cognitivo derivante dalla gestione di workflow rapidi e guidati dall’intelligenza artificiale.

Nel loro insieme, questi cambiamenti creano diversi rischi sia per i dipendenti sia per le organizzazioni:

  • Aumento dell’uso di shadow AI: il 56% dei CHRO coinvolti nello studio afferma che le nuove promesse a inizio carriera ricorrono a strumenti di AI non autorizzati quando le linee guida ufficiali non sono chiare. Questo comportamento potrebbe riflettere il tentativo di stare al passo piuttosto che una volontaria violazione delle policy.
  • Utilizzo incoerente o strumenti di AI non adeguati: il 44% dei CHRO afferma che un accesso disomogeneo agli strumenti di AI aumenta il rischio di turnover, soprattutto per le figure junior che potrebbero sentirsi incapaci di soddisfare le nuove aspettative di performance senza governance e strumenti di AI idonei.
  • Sviluppo continuo delle competenze di base: sebbene l’AI aumenti la produttività, il 38% dei leader teme che i talenti a inizio carriera, senza un estensivo piano di formazione, non sviluppino adeguatamente competenze fondamentali come comunicazione, pensiero critico, capacità di giudizio e collaborazione.

Ripensare il primo passo nel mondo del lavoro

Poiché i tradizionali percorsi di apprendimento per i giovani si stanno restringendo, le organizzazioni devono ora riprogettare il modo in cui questi momenti formativi avvengono. La ricerca evidenzia diverse aree in cui i leader HR possono rafforzare la fase iniziale del percorso professionale:

Poiché i tradizionali percorsi di apprendimento per i giovani si stanno restringendo, le organizzazioni devono ora riprogettare il modo in cui questi momenti formativi avvengono. La ricerca evidenzia diverse aree in cui i leader HR possono rafforzare la fase iniziale del percorso professionale:

  • Sviluppare le competenze di base

Con la scomparsa delle attività ripetitive, le organizzazioni hanno l’opportunità di creare nuovi modi per sviluppare comunicazione, collaborazione, pensiero critico e capacità decisionale.

Questo può includere esperienze strutturate basate su progetti, framework decisionali più chiari e attività di coaching più frequenti focalizzate sul giudizio e sulla prioritizzazione, non solo sul completamento delle attività.

  • Progettare i ruoli entry level per attività a maggior valore

I dipendenti a inizio carriera sono in grado di contribuire in modo più strategico quando i ruoli sono progettati con il giusto equilibrio. Riprogettare quindi le posizioni entry level per includere una chiara ownership – supportata da aspettative esplicite, mentoring e linee guida ben definite per decisioni e processi di escalation – aiuta a costruire fiducia tra i giovani.

  • Stabilire la governance dell’AI fin dal primo giorno

Senza indicazioni chiare, i junior possono avere difficoltà a comprendere come utilizzare l’AI in modo responsabile. Introdurre aspettative sull’uso dell’AI durante l’onboarding, rafforzare le best practice specifiche per ruolo e normalizzare conversazioni guidate dai manager sull’utilizzo dell’AI può ridurre lo shadow AI e costruire fiducia nelle nuove tecnologie fin dall’inizio.

  • Garantire un accesso equo all’AI per manager e team

Con l’aumento delle aspettative, un accesso disomogeneo agli strumenti di AI può aumentare silenziosamente il carico di lavoro e lo stress dei dipendenti a inizio carriera. Fornire accesso coerente, formazione e abilitazione aiuta a garantire che i nuovi assunti siano preparati, senza aumentare burnout o turnover.

L’AI non sta eliminando i posti di lavoro junior, sta ridefinendo il percorso che i giovani devono intraprendere per essere efficaci e aumentare il valore del loro contributo. Sebbene i ruoli entry level possano essere meno numerosi, le aspettative in termini di impatto sono più elevate, rendendo ancora più importante affiancare la padronanza dell’AI a solide competenze trasversali.

“Sviluppare entrambe le competenze non solo aiuterà i giovani a trovare più facilmente lavoro, ma consentirà loro di generare valore per l’organizzazione rapidamente e sviluppare capacità duratureâ€, conclude Pietro Iurato. “Quando le persone a inizio carriera diventano produttivi prima, le aziende possono muoversi più velocemente, innovare in anticipo e operare in modo più efficiente, ma solo se questa velocità è accompagnata da un piano strutturato di coaching e sviluppo costante. Le organizzazioni che sapranno gestire con successo questa transizione garantiranno che i talenti junior non solo raggiungano la piena operatività velocemente, ma sviluppino anche capacità di giudizio, collaborazione e pensiero critico che l’AI non può sostituireâ€.

*La Âé¶¹Ô­´´ AI Talent Survey è stata condotta da Wakefield Research (www.wakefieldresearch.com) coinvolgendo 100 CHRO (o figure equivalenti) di organizzazioni internazionali con un fatturato annuo minimo di 500 milioni di dollari, in cui i dipendenti utilizzano strumenti basati sull’intelligenza artificiale nelle loro attività quotidiane. Il sondaggio si è svolto tra il 19 febbraio e il 2 marzo 2026 tramite invito via e-mail e questionario online.

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Sbloccare la crescita abbracciando i paradossi dell’era intelligente /italy/2026/06/sbloccare-la-crescita-abbracciando-i-paradossi-dellera-intelligente/ Fri, 12 Jun 2026 08:47:29 +0000 /italy/?p=140530 L’era dell’intelligenza è caratterizzata da rapidi progressi tecnologici, cambiamenti sociali e complessi paradossi. Siamo più connessi ma anche più isolati; sommersi dalle informazioni ma incerti...

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L’era dell’intelligenza è caratterizzata da rapidi progressi tecnologici, cambiamenti sociali e complessi paradossi. Siamo più connessi ma anche più isolati; sommersi dalle informazioni ma incerti sulla verità; potenziati e minacciati dalla tecnologia.

Mentre le aziende e i governi affrontano sfide legate alla sovranità, alla sicurezza e alla competitività, devono adottare approcci che inizialmente sembrano contraddittori: investire con coraggio nonostante le risorse limitate, condividere i dati proteggendoli e competere collaborando. Non si tratta di contraddizioni, ma del nuovo modello operativo.

In questo contesto, diventa chiaro che le organizzazioni devono adottare un approccio basato su tre pilastri per affrontare questa nuova normalità di paradossi.

In primo luogo, devono basarsi su fondamenta digitali flessibili; in secondo luogo, integrare l’intelligenza artificiale in modo profondo e responsabile nelle loro attività; e in terzo luogo, considerare la collaborazione come un vantaggio strategico piuttosto che un compromesso.

Questi principi costituiscono la spina dorsale di un modo di lavorare sostenibile nell’era dell’intelligenza, in cui il progresso dipende dalla capacità di affrontare i paradossi con agilità e obiettivi condivisi.

Gettare le basi per la flessibilità

Il progresso avanza a una velocità vertiginosa. Le tecnologie che ieri sembravano futuristiche oggi sono diventate mainstream e domani potrebbero essere già obsolete. Per stare al passo, le organizzazioni hanno bisogno di una base solida ma adattabile, una piattaforma in grado di evolversi con la stessa rapidità del mondo che la circonda.

Queste fondamenta sono il cloud. La migrazione al cloud è più di un semplice progetto IT: è la base digitale per una modernizzazione completa dell’intera azienda, per passare da “buono†a “ottimoâ€.

La moderna infrastruttura cloud consente a dati, applicazioni e AI di interagire senza soluzione di continuità, creando un ambiente in cui l’innovazione può prosperare. Accelera la distribuzione degli aggiornamenti software e delle nuove applicazioni, riduce la complessità e fornisce la scalabilità necessaria per rispondere alle mutevoli esigenze.

La vera flessibilità, tuttavia, va oltre la tecnologia. Le organizzazioni devono promuovere una mentalità che abbracci il cambiamento, incoraggi la sperimentazione e dia priorità alla resilienza piuttosto che alla perfezione. Ciò significa consentire ai team di adattarsi rapidamente, imparare continuamente e considerare il cambiamento come un’opportunità piuttosto che una minaccia.

Promuovere l’innovazione dell’AI secondo le proprie esigenze

Poiché l’AI sta rapidamente trasformando il modo in cui viviamo, studiamo e lavoriamo, nessuna organizzazione può permettersi di ignorarla, ma molte hanno ancora dubbi su come applicarla.

Nel settore business-to-business, l’AI non può essere considerata una tecnologia a sé stante. Per liberarne tutto il potenziale, l’intelligenza artificiale deve essere profondamente integrata nei processi aziendali. Ciò richiede tre pilastri:

  • Software cloud moderno
  • Gestione avanzata dei dati
  • Uno stack coerente di tecnologie di AI

Le aziende che passano dal software legacy on-premise alle applicazioni cloud integrate sbloccano la capacità dell’AI di accedere, comprendere e facilitare le transazioni in tutta l’azienda. Ciò consente agli agenti di AI di funzionare come colleghi digitali, in grado di eseguire flussi di lavoro complessi che abbracciano l’intera attività.

Il potere offerto dall’AI è innegabile e, nel mondo instabile di oggi, questo spesso porta a interrogativi sulla sovranità digitale. La vera sovranità digitale consiste nel mantenere il controllo sui dati e sulle risorse critiche, sfruttando al contempo le migliori tecnologie disponibili in linea con gli interessi nazionali.

La protezione dei dati e la conformità non sono negoziabili. Le aziende e i governi devono garantire che le informazioni sensibili rimangano sotto un adeguato controllo giurisdizionale.

Standard di sovranità allineati a livello internazionale, come ISO (International Organization for Standardization) e IEC (International Electrotechnical Commission), consentirebbero una scalabilità sicura e conforme oltre i confini nazionali, liberando tutto il potenziale dell’IA senza compromettere la fiducia.

Non tutti i dati richiedono lo stesso livello di protezione. Le informazioni essenziali per la sicurezza nazionale o la sicurezza pubblica richiedono i massimi livelli di controllo. Allo stesso tempo, i dati meno sensibili possono essere gestiti in ambienti cloud affidabili che rispettano gli standard riconosciuti di sicurezza informatica.

Questo approccio sfumato consente alle organizzazioni di bilanciare l’innovazione con la responsabilità.

Competere con collaborazione

Il paradosso della concorrenza e della collaborazione è forse il più sorprendente di tutti. In un mondo iperconnesso, nessuna azienda o governo può affrontare da solo le sfide odierne. Le minacce alla sicurezza informatica, il cambiamento climatico e la disuguaglianza economica sono questioni globali che richiedono soluzioni collettive.

Il vantaggio competitivo risiede ora nelle partnership, che abbracciano diversi settori industriali e nazionali. La collaborazione tra pubblico e privato è essenziale per co-creare casi d’uso dell’IA, costruire ecosistemi aperti e investire nell’istruzione digitale. Tali partnership sono imperativi strategici che rafforzano la nostra società e la nostra economia per una crescita a lungo termine.

La collaborazione si estende anche alla governance. La creazione di quadri condivisi per l’AI etica, la privacy dei dati e la sostenibilità richiederà un dialogo tra le parti interessate con interessi contrastanti. Tuttavia, questo dialogo è la pietra angolare del progresso.

Il dialogo: il principio operativo

Sebbene le opportunità offerte dall’AI siano immense, non sono affatto garantite. Il fattore determinante sarà la nostra capacità di impegnarci in un dialogo significativo, come aziende e governi, esperti di tecnologia e responsabili politici, innovatori e cittadini.

Nell’era dell’intelligenza artificiale, la questione non è se dovremo affrontare dei paradossi, ma come li affronteremo. Il dialogo deve essere il nostro principio operativo, il mezzo attraverso il quale conciliare i paradossi, costruire la fiducia e tracciare un percorso verso la prosperità condivisa. Il futuro apparterrà a coloro che accetteranno la complessità, agiranno con coraggio e collaboreranno superando le divisioni.


Christian Klein è CEO di Âé¶¹Ô­´´ SE

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Dall’interfaccia al valore: dove si gioca davvero la partita dell’AI /italy/2026/05/dallinterfaccia-al-valore-dove-si-gioca-davvero-la-partita-dellai/ Fri, 29 May 2026 07:04:04 +0000 /italy/?p=140519 La competizione nell’ambito dell’intelligenza artificiale per le aziende si sta spostando sempre più sulle interfacce. Ogni settimana emergono nuovi copiloti, agenti e strumenti di orchestrazione...

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La competizione nell’ambito dell’intelligenza artificiale per le aziende si sta spostando sempre più sulle interfacce. Ogni settimana emergono nuovi copiloti, agenti e strumenti di orchestrazione per automatizzare le attività. I progressi sono evidenti, ma molte soluzioni non sono state progettate sul vero funzionamento di un’organizzazione.

Le imprese non operano tramite prompt, funzionano con azioni concrete.

Un’azienda manifatturiera presente in più Paesi alle prese con un’interruzione della supply chain deve valutare allo stesso tempo fornitori alternativi, disponibilità di magazzino, impegni verso i clienti e impatti finanziari. Un CFO che analizza l’esposizione alla liquidità durante una profonda crisi finanziaria necessità di strumenti ben più sofisticati di una semplice risposta generata da un chatbot. In azienda, le decisioni sono interconnesse e influenzate da vincoli, autorizzazioni, policy e conseguenze economiche.

Il limite attuale dell’AI: la mancanza di contesto

Nelle conversazioni con i clienti, emerge in modo ricorrente un interrogativo: l’intelligenza artificiale comprende davvero il contesto operativo in cui viene applicata?

Si sta diffondendo l’idea che modelli sempre più avanzati possano produrre automaticamente risultati migliori. Ma non è così. Un’intelligenza scollegata da processi, dati, regole e governance rischia di generare attività prive di valore e, in alcuni casi, può persino aumentare frammentazione e rischio.

La vera sfida per le imprese non è produrre più output AI, ma avere sistemi capaci di comprenderne le conseguenze operative. Ed è proprio il contesto a fare la differenza.

Il ruolo strategico dei sistemi enterprise

Il software enterprise rappresenta la spina dorsale operativa dell’economia globale. Sistemi come quelli finanziari, di supply chain, procurement, pianificazione della forza lavoro non si limitano a gestire dati, ma incorporano la logica stessa con cui operano le organizzazioni. Racchiudono elementi essenziali quali governance, autorizzazioni, policy, processi e relazioni economiche, fungendo da vera memoria istituzionale.

Nell’era dell’intelligenza artificiale, questo contesto assume un ruolo centrale. Senza di esso, l’AI offre ipotesi sofisticate, analisi articolate, ma non decisioni affidabili. Quando l’AI viene integrata direttamente nei processi operativi, può individuare rischi, coordinare azioni tra funzioni aziendali, suggerire interventi in tempo reale e automatizzare attività nel rispetto di limiti definiti. Non si tratta più di agenti isolati, ma di un’intelligenza profondamente integrata nel tessuto operativo ed economico dell’impresa.

Autonomia non significa eliminare le persone dal processo decisionale. Significa ridurre attriti, frammentazione e complessità amministrativa. Le persone continuano a definire priorità e responsabilità, mentre l’AI supporta il coordinamento e l’esecuzione.

Torniamo al caso dell’interruzione nella fornitura di un componente critico. Molti sistemi AI sono in grado di riassumere il problema o prevedere ritardi. Ma un’AI realmente integrata nei processi di business può valutare gli impatti sulla produzione, verificare disponibilità di stock, analizzare fornitori alternativi, stimare l’esposizione finanziaria e suggerire azioni coordinate tra procurement, logistica, finance e servizio clienti.

Non si tratta semplicemente di automazione dei flussi, ma di un nuovo paradigma di collaborazione uomo-macchina.

Per questo motivo, credo che l’avvento dell’AI sia destinato a crescere, e non a ridurre, l’importanza strategica dei sistemi enterprise. L’attenzione si sposterà verso piattaforme capaci di comprendere policy, dipendenze, processi, impatti finanziari e responsabilità organizzativa.

La nuova fase dell’AI enterprise

Anche il concetto di trasformazione aziendale sta cambiando. La prima fase dell’AI enterprise è stata dominata da sperimentazione, copiloti, progetti pilota e automazione di attività isolate, con risultati spesso limitati in termini di produttività.

Nella prossima fase, le aziende leader collegheranno invece l’intelligenza direttamente ai sistemi operativi dove le decisioni producono risultati economici concreti. Diventerà evidente che un’AI efficace dipende non solo dalla governance, ma anche dal contesto, dalla qualità dei dati e dall’integrità dei processi.

Soprattutto, emergerà con chiarezza che l’adozione dell’AI non è esclusivamente una trasformazione tecnologica, ma una sfida di change management. Il valore si realizza quando AI, processi e persone riescono ad operare in modo integrato.

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Prysmian accelera la trasformazione digitale con Âé¶¹Ô­´´ e porta l’AI nel cuore del business /italy/2026/05/prysmian-accelera-la-trasformazione-digitale-con-sap-e-porta-lai-nel-cuore-del-business/ Wed, 20 May 2026 09:28:25 +0000 /italy/?p=140514 Premiata a livello internazionale ai Âé¶¹Ô­´´ Innovation Awards 2026 grazie al percorso basato su RISE with Âé¶¹Ô­´´, Âé¶¹Ô­´´ Business AI e Âé¶¹Ô­´´ Business Technology Platform,...

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Premiata a livello internazionale ai Âé¶¹Ô­´´ Innovation Awards 2026 grazie al percorso basato su RISE with Âé¶¹Ô­´´, Âé¶¹Ô­´´ Business AI e Âé¶¹Ô­´´ Business Technology Platform, che ha permesso di consolidare il core digitale, automatizzare fino al 70% le attività ripetitive e ridurre dell’80% il tempo di implementazione di nuove soluzioni AI.

Madrid, 20 maggio 2026 – Nel corso di Sapphire Madrid, Prysmian, leader globale nelle soluzioni in cavo per energia e telecomunicazioni, consolida il proprio percorso di trasformazione digitale con Âé¶¹Ô­´´ e ottiene un importante riconoscimento internazionale, il Âé¶¹Ô­´´ Innovation Awards 2026, che premia la strategia con cui l’azienda ha portato l’intelligenza artificiale nel cuore dei suoi processi.

Prysmian ha completato l’evoluzione della propria infrastruttura digitale attraverso il percorso RISE with Âé¶¹Ô­´´ in soli 4 mesi, realizzando una piattaforma cloud unificata, resiliente e
AI-ready. Il progetto rappresenta una tappa strategica fondamentale nel passaggio di Prysmian da produttore di cavi a provider globale di soluzioni per la transizione energetica e la trasformazione digitale.

Attraverso l’integrazione di Âé¶¹Ô­´´ S/4HANA Cloud Private Edition, Âé¶¹Ô­´´ Business AI, Joule e Âé¶¹Ô­´´ Business Technology Platform (Âé¶¹Ô­´´ BTP), Prysmian ha creato una piattaforma intelligente in grado di migliorare efficienza operativa, velocità decisionale e potenziare le capacità predittive, ponendo le basi per oltre 100 casi d’uso di AI.

“RISE with Âé¶¹Ô­´´ ci ha fornito la base ERP a livello globale, Âé¶¹Ô­´´ BTP ha collegato progettazione e business, mentre l’intelligenza artificiale integrata ha trasformato il modo in cui i nostri dipendenti interagiscono con i dati, ridefinendo come Prysmian opera su larga scala. L’AI integrata si è, inoltre, rivelata un importante fattore di differenziazione, consentendoci di accelerare l’implementazione delle soluzioni e di rafforzare competenze e cultura dell’AI in tutta la nostra organizzazioneâ€, ha dichiarato Giovanni Cauteruccio, Group CIO and Digital Officer di Prysmian.

Tra i principali risultati raggiunti dal progetto:

  • 70% di automazione delle attività ripetitive grazie all’AI integrata
  • 80% di riduzione nei tempi di implementazione di nuove soluzioni innovative
  • 50% di accelerazione nel time-to-market di nuovi prodotti

Uno degli elementi distintivi del progetto è stata l’introduzione di casi concreti di AI applicata ai processi, tra cui automazione intelligente degli ordini dei clienti, riconciliazione automatica dei pagamenti e gestione smart delle note spese.

Parallelamente, Prysmian ha utilizzato Âé¶¹Ô­´´ BTP per costruire una piattaforma avanzata di cable design che collega engineering e business, standardizzando regole, processi e distinte base, con l’obiettivo di rendere più veloce lo sviluppo prodotto e aumentare la competitività.

Con un fatturato di 20 miliardi di euro, 34.000 dipendenti in oltre 50 paesi,109 stabilimenti, 30 centri di R&D e una lunga storia di innovazione industriale, Prysmian rafforza ulteriormente la propria leadership, dotandosi di una piattaforma tecnologica pronta a sostenere la prossima evoluzione del business, in cui AI, automazione e dati saranno sempre più centrali.

“Le imprese oggi hanno bisogno di una base digitale solida, intelligente e flessibile per affrontare mercati sempre più complessi e dinamiciâ€, ha dichiarato Manos Raptopoulos, Global President Customer Success Europe, APAC, Middle East & Africa and Member of the Extended Board, Âé¶¹Ô­´´. “Il percorso di Prysmian dimostra come l’integrazione tra cloud, dati e AI possa generare valore concreto, migliorando resilienza e crescita sostenibile. La costante attenzione allo sviluppo tecnologico, la ricerca continua di una solida competitività e l’adozione di nuovi modelli di business, hanno valso all’azienda il meritato riconoscimento dei Âé¶¹Ô­´´ Innovation Awardsâ€.

Da 13 anni, i Âé¶¹Ô­´´ Innovation Awards celebrano le organizzazioni che hanno concretizzato la trasformazione utilizzando le tecnologie cloud e di intelligenza artificiale di Âé¶¹Ô­´´ per affrontare sfide reali e ottenere risultati tangibili. Il programma premia le imprese che agiscono con determinazione e trasformano l’innovazione in realtà, con ricadute positive non solo sulle proprie performance, ma anche con benefici per clienti, comunità e singole persone in tutto il mondo.

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Questo documento contiene dichiarazioni previsionali, ovvero previsioni, proiezioni o altre dichiarazioni su eventi futuri. Queste affermazioni si basano sulle aspettative, le previsioni e le ipotesi attuali che sono soggette a rischi e incertezze che potrebbero causare differenze sostanziali tra risultati e risultati effettivi. Ulteriori informazioni relative a tali rischi e incertezze sono reperibili nei nostri documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission, ivi compresa, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, la sezione dei fattori di rischio del Rapporto annuale 2025 di Âé¶¹Ô­´´ sul Modulo 20-F.
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Âé¶¹Ô­´´ e AWS abilitano l’AI di nuova generazione con la condivisione bidirezionale dei dati senza copia tramite Âé¶¹Ô­´´ Business Data Cloud /italy/2026/05/sap-e-aws-abilitano-lai-di-nuova-generazione-con-la-condivisione-bidirezionale-dei-dati-senza-copia-tramite-sap-business-data-cloud/ Fri, 15 May 2026 14:17:29 +0000 /italy/?p=140508 In occasione di Âé¶¹Ô­´´ Sapphire a Orlando, Âé¶¹Ô­´´ e Amazon Web Services (AWS) hanno annunciato l’intenzione di realizzare Âé¶¹Ô­´´ Business Data Cloud (Âé¶¹Ô­´´ BDC) Connect...

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In occasione di Âé¶¹Ô­´´ Sapphire a Orlando, Âé¶¹Ô­´´ e Amazon Web Services (AWS) hanno annunciato l’intenzione di realizzare Âé¶¹Ô­´´ Business Data Cloud (Âé¶¹Ô­´´ BDC) Connect per Amazon Athena, una nuova offerta che fornirà un’integrazione bidirezionale senza copia tra Amazon Athena e Âé¶¹Ô­´´ Business Data Cloud.

Sulla base della loro consolidata collaborazione, AWS e Âé¶¹Ô­´´ semplificano l’accesso dei clienti ai prodotti di dati Âé¶¹Ô­´´ mission-critical attraverso i servizi AWS, tra cui Amazon Bedrock, Amazon Quick e Amazon SageMaker. Ciò consentirà ai team di offrire analisi self-service e creare agenti di intelligenza artificiale in tutti i settori aziendali, senza dover attendere che i team IT replichino, preparino e forniscano i dati Âé¶¹Ô­´´.

“La prossima era del business sarà definita dalla capacità delle organizzazioni di trasformare l’intelligenza in azioni concrete su larga scala”, ha affermato Muhammad Alam, membro del Consiglio di Amministrazione di Âé¶¹Ô­´´ SE, Âé¶¹Ô­´´ Product & Engineering.Ìý “Integrando Âé¶¹Ô­´´ Business Data Cloud con le funzionalità di intelligenza artificiale e analisi di AWS, ampiamente diffuse, i clienti possono liberare il vero potenziale dei dati e dell’AI.”

Grazie a Âé¶¹Ô­´´ BDC Connect, l’integrazione offre accesso quasi in tempo reale e senza copia a prodotti di dati Âé¶¹Ô­´´ semanticamente ricchi, direttamente tramite Amazon Athena, mantenendo i dati nella loro posizione originale, preservandone il contesto aziendale e eliminando i ritardi di replica. I clienti possono interrogare e analizzare questi dati immediatamente, oppure scegliere di archiviarli e trasformarli per utilizzarli nell’intero ambiente AWS. Questo offre ai team un ambiente governato e sicuro all’interno di AWS per creare facilmente report, dashboard e agenti di intelligenza artificiale.

“Âé¶¹Ô­´´ e AWS condividono l’impegno di aiutare i clienti a valorizzare i loro dati più preziosi”, ha dichiarato Ruba Borno, vicepresidente Global Specialists and Partners di AWS. “Combinando Âé¶¹Ô­´´ Business Data Cloud con l’infrastruttura globale sicura di AWS e i servizi avanzati di intelligenza artificiale, le organizzazioni possono accedere ai dati Âé¶¹Ô­´´ cruciali e agire su di essi con la velocità e la scalabilità richieste dal proprio business.”

Con Âé¶¹Ô­´´ BDC Connect per i clienti Amazon Athena è possibile:

  • Creare un’unica base affidabile per tutti i dati aziendali, si Âé¶¹Ô­´´ che di terze parti.
  • Avviare e rendere operativa l’AI più rapidamente grazie a dati aziendali pronti all’uso.
  • Creare applicazioni e agenti intelligenti basati sui dati aziendali più importanti.
  • Accelerare l’ottenimento di insight e l’innovazione con analisi self-service che riducono i tempi di analisi da settimane a ore.

Disponibilità generale

Âé¶¹Ô­´´ Business Data Cloud è già disponibile su AWS nelle regioni Stati Uniti Orientali (Virginia Settentrionale), Europa (Francoforte), Asia Pacifico (Tokyo), Canada (Centrale), Asia Pacifico (Sydney), Sud America (San Paolo), Asia Pacifico (Seul), Asia Pacifico (Singapore) e AWS European Sovereign Cloud.

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Âé¶¹Ô­´´ presenta l’Autonomous Enterprise /italy/2026/05/sap-presenta-lautonomous-enterprise/ Tue, 12 May 2026 13:24:14 +0000 /italy/?p=140504 L’azienda ha annunciato un’unificata Âé¶¹Ô­´´ Business AI Platform, rafforzando le collaborazioni con Anthropic, Amazon Web Services, Google Cloud, Microsoft, NVIDIA e Palantir. ORLANDO, Florida, 12...

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L’azienda ha annunciato un’unificata Âé¶¹Ô­´´ Business AI Platform, rafforzando le collaborazioni con Anthropic, Amazon Web Services, Google Cloud, Microsoft, NVIDIA e Palantir.

ORLANDO, Florida, 12 maggio 2026 – In occasione di Sapphire 2026, (NYSE: Âé¶¹Ô­´´) ha presentato l’Autonomous Enterprise per migliorare i processi aziendali più critici al mondo, consentendo a persone e AI di operare in perfetta sinergia per soddisfare le crescenti esigenze del business globale in modo profittevole, strategico e sicuro.

“Per i processi mission critical dei nostri clienti, il concetto di ‘quasi corretto’ non è sufficiente,†ha dichiarato Christian Klein, CEO di Âé¶¹Ô­´´ SE. “Unendo Âé¶¹Ô­´´ Business AI Platform con Âé¶¹Ô­´´ Autonomous Suite, ancoriamo gli agenti di AI ai processi, ai dati e alla governance dell’organizzazione affinché possano fornire risultati accurati, conformi e sicuri, sbloccando nuove fonti di ricavo e significativi risparmi sui costi.â€

L’Autonomous Enterprise include una piattaforma AI unificata per sviluppare, contestualizzare e governare gli agenti, una suite autonoma in grado di eseguire le principali operazioni aziendali e una nuova user experience che ridefinisce il modo in cui le persone interagiscono con il software enterprise.

Introduzione di Âé¶¹Ô­´´ Business AI Platform

Âé¶¹Ô­´´ Business AI Platform è una nuova base per creare e distribuire AI enterprise fondata sul contesto reale di business. Âé¶¹Ô­´´ Business AI Platform ora unifica Âé¶¹Ô­´´ Business Technology Platform, Âé¶¹Ô­´´ Business Data Cloud e la Business AI di Âé¶¹Ô­´´ in un unico ambiente governato.

Al centro della piattaforma si trova la soluzione Âé¶¹Ô­´´ Knowledge Graph, che fornisce agli agenti AI una mappa strutturata di ogni entità, processo e relazione presenti nell’ambiente Âé¶¹Ô­´´ del cliente. Joule Studio è la soluzione AI-first di Âé¶¹Ô­´´ per sviluppare agenti enterprise, applicazioni e workflow agentici. Gli sviluppatori possono creare soluzioni utilizzando framework no-code, pro-code e AI di loro scelta su un’infrastruttura gestita da Âé¶¹Ô­´´, sicura, scalabile e ottimizzata per l’intelligenza artificiale in ambito enterprise.

L’Autonomous Suite in ogni funzione e industry

Su queste basi, Âé¶¹Ô­´´ ha inoltre presentato Âé¶¹Ô­´´ Autonomous Suite, che arricchisce le applicazioni business esistenti di Âé¶¹Ô­´´ con agenti AI in grado di eseguire processi end-to-end in modo autonomo.

La suite implementerà oltre 50 Joule Assistant specializzati per dominio nelle aree finance, supply chain, procurement, human capital management e customer experience. Questi assistenti automatizzeranno processi completi orchestrando un sottoinsieme di oltre 200 agenti specializzati incaricati di svolgere attività specifiche. Ad esempio, il nuovo Autonomous Close Assistant è in grado di ridurre il processo di chiusura finanziaria da settimane a pochi giorni automatizzando registrazioni contabili, riconciliazioni e risoluzione degli errori lungo l’intero processo.

Âé¶¹Ô­´´ ha, inoltre, lanciato Industry AI, ampliando il proprio ampio portafoglio verticale attraverso sette soluzioni autonome che consentiranno l’esecuzione end-to-end di processi di settore, incorporando logiche di processo specifiche, modelli dati e requisiti normativi dedicati ai diversi comparti industriali. Durante Âé¶¹Ô­´´ Sapphire, Âé¶¹Ô­´´ ha presentato anche la collaborazione con il gruppo energetico europeo RWE per l’utilizzo di Industry AI, con l’obiettivo di ridurre i tempi di fermo non pianificati delle turbine eoliche offshore. Grazie allo scenario Âé¶¹Ô­´´ Autonomous Asset Management, gli agenti AI sono progettati per analizzare i dati provenienti da migliaia di incidenti già avvenuti, identificare la causa più probabile del problema e generare automaticamente ordini di lavoro precompilati con gli strumenti corretti e le soluzioni validate in altri siti.

Progettare l’esperienza utente autonoma

L’azienda ha anche presentato Joule Work, ridefinendo il modo in cui gli utenti interagiscono con il software Âé¶¹Ô­´´. Invece di navigare tra singole applicazioni e inserire dati su più schermate, gli utenti interagiranno ora principalmente con Joule. Descrivendo semplicemente il risultato di business desiderato, Joule orchestrerà la corretta combinazione di workflow, dati e agenti per portare a termine l’attività.

Joule Work va oltre la conversazione, facendo emergere proattivamente insight rilevanti e automatizzando le attività di routine in background, così che il lavoro proceda anche quando le persone non lo stanno gestendo attivamente. Sarà disponibile su desktop, mobile e tramite comandi vocali, nei sistemi Âé¶¹Ô­´´ e non Âé¶¹Ô­´´.

Accelerare il Customer Journey verso l’autonomia con un’infusione di €100 milioni

Âé¶¹Ô­´´ ha ottimizzato i propri programmi per clienti e partner per accelerare il percorso di ogni organizzazione verso l’Autonomous Enterprise. Per favorire l’adozione, l’azienda ha lanciato un fondo di 100 milioni di euro destinato ai partner Âé¶¹Ô­´´ per aiutare i clienti a distribuire assistenti e agenti AI Âé¶¹Ô­´´-built. Il fondo sarà disponibile anche per i partner che estendono o sviluppano nuovi agenti partner sulla nuova Âé¶¹Ô­´´ Business AI Platform utilizzando Joule Studio.

Âé¶¹Ô­´´ ha inoltre migliorato le offerte RISE with Âé¶¹Ô­´´ e Âé¶¹Ô­´´ GROW per accelerare l’adozione dell’AI da parte delle imprese. Entrambe includono l’accesso al portfolio degli Assistenti di Joule; ogni cliente RISE avrà tre assistenti attivati entro il primo anno, mentre i clienti GROW avranno accesso all’intero portafoglio al momento dell’onboarding. I clienti che usano Âé¶¹Ô­´´ S/4HANA, on-premise e Âé¶¹Ô­´´ ERP Central Component (Âé¶¹Ô­´´ ECC) non sono esclusi: coloro che si impegnano a migrare la maggior parte del loro attuale panorama applicativo verso Âé¶¹Ô­´´ Cloud ERP otterranno l’accesso ad alcuni scenari AI, colmando il divario fra l’attuale ambiente e la destinazione cloud.

Âé¶¹Ô­´´ ha anche introdotto nuovi strumenti di trasformazione guidati da agenti che riducono gli sforzi di migrazione ERP di oltre il 35%, garantendo progetti più rapidi e prevedibili grazie all’automazione dell’analisi dei sistemi, della correzione del codice, della configurazione e dei test su larga scala.

Infine, Âé¶¹Ô­´´ ha annunciato una completa serie di partnership strategiche per ogni categoria:

  • Partnership per piattaforma e suite includono Anthropic, con Claude tra i modelli fondamentali che la piattaforma AI di Âé¶¹Ô­´´ utilizzerà per alimentare gli agenti Joule nelle aree HR, procurement e supply chain; Amazon Web Services, che consente l’integrazione dei dati senza copia (zero‑copy) tra Âé¶¹Ô­´´ Business Data Cloud e Amazon Athena; Google Cloud e Microsoft, che permettono l’interoperabilità bidirezionale agente‑agente tra Joule e framework di agenti esterni; Mistral AI e Cohere, che offrono opzioni di modelli sovrani sull’infrastruttura cloud di Âé¶¹Ô­´´; , che fornisce l’orchestrazione visuale dei workflow AI all’interno di Joule Studio; NVIDIA, il cui OpenShell fornisce l’ambiente di esecuzione sicuro e affidabile per Joule Studio; e , che integra agenti AI in Âé¶¹Ô­´´ Service Cloud per gestire le interazioni con i clienti con pieno accesso ai dati aziendali e ai processi dei servizi.
  • Le partnership per l’area di implementazione includono Palantir e Accenture, che collaborano su scenari complessi di migrazione dei dati, e per le migrazioni ERP cloud basate sull’intelligenza artificiale.

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