Sostenibilità Archives - Âé¶¹Ô­´´ News Center Italy Notizie e informazioni su Âé¶¹Ô­´´ Tue, 16 Dec 2025 14:46:20 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 Il vantaggio della preparazione: resilienza nelle catene di fornitura, nei processi finance e nell’intelligenza artificiale /italy/2025/12/il-vantaggio-della-preparazione-resilienza-nelle-catene-di-fornitura-nei-processi-finance-e-nellintelligenza-artificiale/ Tue, 16 Dec 2025 14:46:19 +0000 /italy/?p=140344 Oggi il concetto di resilienza è diventato più di una semplice teoria, è motivo di preoccupazione per i consigli di amministrazione ed è diventato anche...

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Oggi il concetto di resilienza è diventato più di una semplice teoria, è motivo di preoccupazione per i consigli di amministrazione ed è diventato anche una questione per i bilanci delle aziende. Il dibattito è infatti passato dal chiedersi “Come dimostriamo di essere un’organizzazione responsabile?†a un quesito più urgente: “Come possiamo quantificare e contabilizzare con precisione i costi legati al clima a livello di prodotto, invece di lasciarli passare inosservati senza intercettarli?â€

I leader più attenti non sono solo coloro che fanno promesse generiche, seppur ambiziose, ma quelli che integrano la resilienza nel cuore delle loro attività, lungo le catene di fornitura, nei processi finanziari e con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Questi sono i tre driver che permettono alla sostenibilità di avere un ROI:

  1. 1. Catene di fornitura, dove la resilienza viene messa subito alla prova

Le catene di fornitura sono il luogo in cui la realtà operativa delle interruzioni si manifesta concretamente. I cambiamenti di rotta delle spedizioni, le modifiche delle scadenze e l’aumento dei costi delle materie prime si riflettono sui bilanci sotto forma di premi assicurativi, tempi di inattività e flussi di cassa.

Le aziende ne stanno già avvertendo gli effetti: più della metà delle imprese Ìý ha subito impatti climatici sulle proprie attività nell’ultimo anno, tra cui aumento dei costi, disservizi per i lavoratori e perdite di fatturato. BCG stima che le interruzioni della catena di approvvigionamento legate al clima costino già alle aziende una media di 182 milioni di dollari all’anno.

Questi shock non sono astratti. Quando nel 2022 la siccità ha ridotto il corso del fiume Reno, la capacità di trasporto si è dimezzata, costringendo le imprese a costose deviazioni. L’agroindustria statunitense ha dovuto affrontare interruzioni simili quando il livello del fiume Mississippi si è abbassato tra il 2022 e il 2023, ritardando le esportazioni e facendo lievitare i costi logistici.

Con l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici che salgono in cima alle priorità aziendali, l’agenda dei COO sta cambiando. Ecco la mia opinione sui passaggi chiave che liberano il vero valore della sostenibilità per il business:

  • Ottenere piena visibilità. Investire in strumenti che aumentino la tracciabilità e la consapevolezza in tempo reale delle emissioni e delle risorse è fondamentale; questo consente di individuare le vulnerabilità, diversificare gli approvvigionamenti, rafforzare la trasparenza e prevenire i rischi.
  • Collegare le metriche di resilienza a risultati misurabili. La catena del valore è la fonte di valore misurabile della sostenibilità. Le metriche che vanno oltre la prevenzione delle perdite (ad esempio, riduzione dei premi assicurativi, maggiore agilità operativa, fiducia dei clienti) trasformano questa visibilità in insight azionabili. , cliente Âé¶¹Ô­´´, ha rafforzato la propria resilienza con operazioni connesse in tempo reale lungo tutta la sua supply chain globale, con un ambiente cloud-first e analytics integrate.

Con adeguate e , i manager possono ottimizzare le catene del valore andando oltre la semplice efficienza: diversificando i fornitori in aree geografiche con maggiore esposizione alle interruzioni, creando ridondanza dove necessario, e garantendo vantaggi futuri.

La resilienza non è solo difensiva. Una supply chain che si adatta più rapidamente di quella dei concorrenti è un motore di crescita. Catene del valore e reti riprogettate trasformano la gestione del rischio in una fonte di ROI a lungo termine, e i dati sulla sostenibilità rappresentano una leva ancora poco esplorata.

  1. Finance, dove il rischio climatico diventa una voce di bilancio

Se le catene di fornitura sono il luogo in cui le vulnerabilità si manifestano a livello operativo, è l’ambito finance dove queste si traducono in impatti concreti e definitivi. Il CFO non può orientare l’azienda basandosi solo sui dati delle emissioni di carbonio, deve poter rispondere a domande come:

  • “Come integriamo i dati di sostenibilità negli stessi sistemi che gestiscono centri di profitto, centri di costo e bilanci?” Molte rendicontazioni si basano ancora su dati approssimativi, come le medie di settore, che possono comportare deviazioni anche del 30-40% rispetto ai valori reali. offre insight dettagliati sulle emissioni di carbonio nei principali processi finanziari, consentendo alle organizzazioni di promuovere la decarbonizzazione e rendere operativa la sostenibilità su larga scala. Questo permette alle imprese di comprendere non solo la quantità di carbonio che emettono, ma anche come ciò influisce sull’esposizione al rischio e sui margini.
  • “Come misuriamo i progressi verso gli obiettivi di decarbonizzazione per rafforzare la nostra posizione nei mercati sensibili alle emissioni di carbonio?”. Le aziende che dispongono di dati di sostenibilità verificabili hanno un accesso preferenziale al capitale. Obbligazioni e prestiti sostenibili hanno superato 1,6 trilioni di dollari nel 2024, perchè le strategie di decarbonizzazione dimostrabili hanno spesso ridotto i costi di finanziamento.

Le organizzazioni che trattano i dati di sostenibilità come un asset finanziario, collegato a principi contabili verificabili, stanno trasformando la sostenibilità da un esercizio di conformità normativa a un motore di crescita. Chi lo riesce a fare correttamente sta già riducendo il costo del capitale e ottenendo risultati migliori rispetto ai concorrenti.

  1. L’intelligenza artificiale, l’acceleratore di resilienza

La combinazione intelligenza artificiale e sostenibilità rappresenta una classica equazione di ritorno sull’investimento. Una forma di ROI è dato da quanto si riesce a prevedere meglio il rischio fisico legato al clima, per poi prepararsi e rispondere con maggiore rapidità e agilità. Secondo , l’intelligenza artificiale (in particolare quella generativa) potrebbe generare benefici economici da 2,6 a 4,4 trilioni di dollari all’anno, e fino a 6,1-7,9 trilioni di dollari se si considera l’impatto complessivo sulla produttività in tutti i settori.

Tuttavia, esiste un divario tra l’adozione dell’AI e le opportunità che ne derivano. Secondo , solo il 14% delle aziende oggi utilizza l’AI per ridurre le proprie emissioni di carbonio, ma il 65% ritiene che lo farà in futuro.

Le opportunità di adozione dell’intelligenza artificiale per incrementare il ROI e creare un vantaggio competitivo sono enormi:

Ottenere un ROI immediato attraverso automazione e precisione

L’intelligenza artificiale semplifica la gestione dei dati dei fornitori, automatizza la gestione dei permessi e riduce i costi di conformità. Le funzionalità delle soluzioni Âé¶¹Ô­´´, come la gestione dei permessi assistita dall’AI e l’elaborazione delle informazioni di conformità supportata dall’AI, migliorano la velocità e l’accuratezza dell’estrazione e dell’elaborazione delle informazioni, mentre la generazione di report ESG assistita dall’AI consente di rendicontare i progressi in pochi minuti. L’azienda , presente nel settore automobilistico, ha utilizzato la business AI per ottenere una riduzione del 52% delle emissioni di carbonio legate ai trasporti e per calcolare l’impronta di carbonio oltre 50 volte più velocemente. Un altro esempio è dato da msg Global Solutions AG, la cui soluzione Greenwashing Detector sfrutta l’intelligenza artificiale generativa per convalidare i report e rilevare potenziali casi di greenwashing.

Sbloccare l’intelligenza per un ROI a lungo termine

Le aziende che fanno un passo ulteriore e integrano profondamente l’AI nei propri processi riescono a contestualizzare e integrare i dati di sostenibilità all’interno dei sistemi ERP a supporto delle decisioni su rischio, resilienza e opportunità. Strumenti come la convalida dei fornitori basata sull’AI, la mappatura dei fattori di emissione basata sull’intelligenza artificiale e l’analisi delle emissioni di carbonio assistita dall’intelligenza artificiale aiutano a identificare rischi e opportunità, consentendo di agire sulla sostenibilità in tutta l’organizzazione. Questo guida sia le operazioni quotidiane, come un approvvigionamento più intelligente, sia la strategia a lungo termine, come l’identificazione e la riduzione delle emissioni alla fonte.

Nei momenti di forte discontinuità, chi si muove per primo cattura il valore. L’intelligenza artificiale non è solo uno strumento di efficienza, ma un sistema di allerta proattivo che consente di individuare i rischi prima, agire più velocemente e ottimizzare al meglio.

Il rischio climatico non è solo una teoria. Si manifesta nelle catene di approvvigionamento, nelle operazioni e, sempre più spesso, nelle voci di bilancio. La resilienza non è più solo una salvaguardia, ma una fonte di crescita, efficienza e vantaggio competitivo.

Ulteriori informazioni sull’impegno di Âé¶¹Ô­´´ per la sostenibilità sono disponibili .

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L’intelligenza artificiale è un acceleratore per la sostenibilità, ma non è la bacchetta magica /italy/2024/11/lintelligenza-artificiale-e-un-acceleratore-per-la-sostenibilita-ma-non-e-la-bacchetta-magica/ Mon, 18 Nov 2024 14:08:38 +0000 /italy/?p=139960 La comunità globale si trova in una situazione critica. Nel 2023 abbiamo registrato le temperature più calde di sempre e stiamo per superare la soglia...

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La comunità globale si trova in una situazione critica. Nel 2023 abbiamo registrato le temperature più calde di sempre e stiamo per superare la soglia critica di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. La crisi climatica si sta intensificando e senza un’azione rapida e decisa rischiamo di raggiungere punti di svolta irreversibili.

Le aziende devono essere motore del cambiamento. La convergenza tra intelligenza artificiale e sostenibilità rappresenta un’opportunità unica per accelerare l’azione per il clima.

Tuttavia, mentre l’AI viene spesso acclamata come la “pozione magica†per affrontare il cambiamento climatico, è importante capire il suo vero potenziale – e i suoi limiti. L’AI può aiutare ad aumentare e accelerare l’impegno per la sostenibilità, ma come la kryptonite, le sue richieste energetiche potrebbero compromettere i suoi benefici se non saranno gestite con attenzione.

Quindi, l’AI può spingerci in avanti o i suoi costi si faranno sentire?

La bacchetta magica: l’intelligenza artificiale come acceleratore

Anche se l’AI da sola non risolverà la crisi climatica, ha il potenziale di velocizzare e scalare drasticamente gli sforzi per la sostenibilità. La sua forza sta nel navigare e gestire la complessità dei sistemi, dalle catene di approvvigionamento globali alle reti elettriche, fino al clima. Questi sistemi sono profondamente interconnessi e piccoli cambiamenti in un’area possono avere effetti diffusi. Grazie alla capacità di analizzare grandi quantità di dati provenienti da vari settori, l’AI può scoprire modelli nascosti, connessioni e inefficienze che potrebbero sfuggire all’automazione tradizionale.

Le capacità avanzate dell’AI consentono alle aziende di tracciare i cambiamenti, prevedere i risultati e migliorare i comportamenti dei sistemi in modi prima impensabili. Si pensi all’AI addestrata su ampie serie di dati sulle proprietà dei materiali. Questi sistemi possono analizzare rapidamente miliardi di possibilità per identificare i materiali migliori per creare prodotti sostenibili. Questo processo è molto più veloce dei metodi tradizionali. Allo stesso modo, l’agricoltura di precisione guidata dall’intelligenza artificiale analizza i dati provenienti da immagini satellitari, previsioni meteorologiche e sensori del suolo per aiutare gli agricoltori a ottimizzare l’uso di acqua, fertilizzanti e pesticidi. Questo aumenta la resa dei raccolti e riduce l’impatto ambientale minimizzando lo spreco di risorse e l’uso eccessivo di prodotti chimici.

Nel settore dell’energia, l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando i sistemi energetici decentralizzati grazie a innovazioni nel campo della sostenibilità, come le centrali elettriche virtuali, in cui le batterie installate a casa restituiscono autonomamente l’energia alla rete. L’intelligenza artificiale ottimizza questo processo, riducendo la pressione sulle centrali elettriche tradizionali e migliorando l’efficienza energetica. Le soluzioni AI di Âé¶¹Ô­´´, ad esempio, hanno ridotto il consumo di carburante e le emissioni nella logistica identificando i percorsi e gli orari più efficienti, riducendo al minimo sia il tempo di percorrenza che il consumo di carburante.

Lo svantaggio: il consumo di energia e il dilemma del ritorno sugli investimenti

L’intelligenza artificiale non è un lasciapassare per la sostenibilità. I sistemi di AI e i centri dati che li alimentano consumano quantità significative di energia, più delle soluzioni IT e cloud tradizionali. Questo paradosso porta a una discussione sul ritorno degli investimenti (ROI). Immaginate una macchina che costa il 30% in più della sua controparte più vecchia. Dal punto di vista dei costi, sembra un investimento sbagliato. Ma se questa nuova macchina aumenta l’efficienza produttiva del 45%, il ROI giustifica il costo iniziale.

Allo stesso modo, sebbene l’AI abbia un’impronta di carbonio più elevata, le sue applicazioni per la sostenibilità – come l’ottimizzazione delle catene di approvvigionamento, la gestione dei consumi energetici e la possibilità di immagazzinare energia – possono ridurre in modo significativo le emissioni complessive. La domanda chiave è se i benefici dell’AI in termini di sostenibilità siano superiori all’energia consumata dall’AI. Una parte significativa dell’integrazione delle energie rinnovabili nella rete dipende dalla capacità dell’AI di ottimizzare lo stoccaggio dell’energia e di facilitare le transizioni energetiche, garantendo una decarbonizzazione più rapida.

Inoltre, l’AI sta ottimizzando sempre più il proprio consumo energetico. I progressi nell’efficienza energetica dei data center e nell’ottimizzazione dei servizi cloud stanno contribuendo a ridurre l’impronta di carbonio dell’AI.

Poiché le aziende si affidano sempre più all’AI per elaborare grandi insiemi di dati e automatizzare le decisioni, migliorare l’efficienza di questi sistemi sarà fondamentale per bilanciare l’equazione.

Come le aziende diventano green con l’AI

I clienti Âé¶¹Ô­´´ generano circa l’87% del commercio globale totale. Ecco due casi di studio tra questi, che dimostrano come implementare l’AI per accelerare l’impatto sulla sostenibilità e garantire che i benefici siano superiori ai costi.

Ambipar: analisi dei dati di impatto ambientale

Ambipar, leader mondiale nelle soluzioni ambientali che opera in 40 Paesi, sta definendo un nuovo standard per la gestione ambientale ed end-to-end delle emissioni di carbonio. L’azienda utilizza soluzioni di sostenibilità incentrate sull’ERP e alimentate dall’intelligenza artificiale per monitorare e stabilire una base comune di dati in tutte le sue attività globali, preparandosi al contempo a future opportunità di crescita. L’integrazione dei dati finanziari e di sostenibilità attraverso soluzioni cloud avanzate offre una visione olistica di come le iniziative ambientali possano comportare rischi o aggiungere valore all’azienda. L’intelligenza artificiale svolge un ruolo fondamentale nell’organizzazione e nell’analisi dei dati sull’impatto ambientale di Ambipar, consentendo iniziative di sostenibilità più mirate ed efficaci. Addestrando i modelli di intelligenza artificiale con i dati raccolti e incrociandoli con altre metriche ambientali, Ambipar prevede risultati sostenibili che avranno risonanza in diversi settori, stabilendo un punto di riferimento per gli altri operatori del settore.

msg global: strutturare il perseguimento della sostenibilità

msg global ha implementato la tecnologia di gestione della sostenibilità per passare da un approccio alla sostenibilità ad hoc a un approccio strutturato che include una chiara rendicontazione e la definizione di obiettivi. Grazie a una migliore visibilità dei dati affidabili incorporati nei processi aziendali principali, l’azienda può monitorare i progressi della sua strategia di sostenibilità e prendere decisioni informate in base al ruolo, con insight in tempo reale. La trasparenza dei dati e gli insight attivabili aiutano msg global a orientarsi in modo olistico verso i propri obiettivi di sostenibilità, rafforzando al contempo la fiducia degli stakeholder.

Sforzi collettivi per un futuro sostenibile e abilitato dall’AI

L’AI non risolverà da sola la crisi climatica, ma offre un potente strumento per scalare e accelerare gli sforzi di sostenibilità, come nel caso di Ambipar, msg global e molti altri. Dalla gestione di catene di approvvigionamento complesse all’ottimizzazione delle reti energetiche, l’AI consente alle aziende di misurare, prevedere e ottimizzare l’impatto ambientale in modi che i metodi tradizionali non possono eguagliare.

Tuttavia, per massimizzare il potenziale dell’AI e limitarne gli svantaggi è necessaria una collaborazione tra governi, industrie e società civile. Abbiamo bisogno di investimenti nella ricerca sull’AI e nella condivisione dei dati per alimentare l’innovazione nella sostenibilità e produrre un impatto reale. Allo stesso tempo, dobbiamo affrontare i problemi di consumo energetico che l’AI comporta. Concentrandoci sull’ottimizzazione dei centri dati e sul miglioramento dell’efficienza dell’AI, possiamo garantire che i benefici dell’AI in termini di sostenibilità siano superiori alla sua impronta.

L’AI offre i mezzi per accelerare i progressi verso il dimezzamento delle emissioni globali entro il 2030. Il compito è arduo ma realizzabile; con l’AI come catalizzatore di un cambiamento scalabile e significativo, le aziende possono allineare la crescita economica con la gestione dell’ambiente.

È il momento di agire, sfruttando il potere dell’AI per creare un futuro in cui sostenibilità e redditività vadano di pari passo.

Nota:

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La sostenibilità al centro dell’ERP /italy/2024/07/la-sostenibilita-al-centro-dellerp/ Fri, 05 Jul 2024 10:55:40 +0000 /italy/?p=139859 La sostenibilità si è evoluta da una parola d’ordine del consiglio di amministrazione a un fattore critico per garantire all’azienda di raggiungere gli obiettivi di...

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La sostenibilità si è evoluta da una parola d’ordine del consiglio di amministrazione a un fattore critico per garantire all’azienda di raggiungere gli obiettivi di business e differenziarsi dai concorrenti. Per avere successo, le aziende dovranno capire come operare in un’economia circolare moderna, a basse emissioni di carbonio. Le soluzioni Âé¶¹Ô­´´ le possono aiutare integrando la sostenibilità in ogni aspetto delle loro operazioni.

Far evolvere il business nell’era dell’AI

Durante Âé¶¹Ô­´´ Sapphire, il nostro evento più importante dedicato a clienti e partner che si è svolto a inizio giugno, abbiamo discusso con clienti e partner di come stiamo ridefinendo il modo in cui le aziende gestiscono la sostenibilità condividendo il nostro approccio basato su ERP e cloud e abilitato all’AI.

ERP e Cloud al centro

Per una vera trasformazione dei modelli di business, la sostenibilità deve essere al centro del modo di operare delle aziende. In Âé¶¹Ô­´´, integriamo i dati di sostenibilità nei processi di business dell’ERP cloud. Questa integrazione aiuta le aziende a collegare le informazioni finanziarie e non finanziarie e quindi a trattare il carbonio come fosse denaro. In questo modo le decisioni sono valide sia dal punto di vista finanziario che ambientale, e i clienti possono registrare allo stesso tempo gli impatti reali e segnalare metriche ambientali, sociali e di governance (ESG) per l’audit, senza problemi.

L’accesso istantaneo alle innovazioni è possibile solo attraverso il cloud. Le nostre moderne soluzioni basate sul cloud assicurano che le imprese possano adottare rapidamente le nuove funzionalità e rimanere un passo avanti in un ambiente in rapida evoluzione.

AI come abilitatore

L’AI per il business sta rivoluzionando il modo in cui si affronta la sostenibilità. In Âé¶¹Ô­´´, l’AI si fa carico di gestire attività complesse di sostenibilità basandosi sui dati di sostenibilità e del sistema ERP, rendendoli automatizzati e verificabili. L’AI consente alle aziende di migliorare l’efficienza operativa, promuovere una maggiore trasparenza sulle emissioni della supply chain, progettare e pianificare in modo più efficace e automatizzare le attività dispendiose in termini di tempo. Âé¶¹Ô­´´ Business AI si basa sui dati e sui processi che gestiscono il mondo delle imprese, incluse le informazioni relative alla sostenibilità provenienti sia dall’interno che dall’esterno delle mura dell’azienda, rendendo le nostre soluzioni più intelligenti, rapide ed efficaci.

Con Âé¶¹Ô­´´ Business AI supportiamo gli sforzi dei nostri clienti per ottimizzare l’impatto sostenibile. A Âé¶¹Ô­´´ Sapphire abbiamo annunciato due nuovi casi di utilizzo della sostenibilità basati sull’AI:

  • Mappatura dei fattori di emissione con l’AI: disponibile in Âé¶¹Ô­´´ Sustainability Footprint Management, questa funzionalità migliora l’accuratezza e la velocità dei calcoli dell’impronta di carbonio attraverso suggerimenti intelligenti automatizzati. Riducendo lo sforzo manuale per la mappatura dei fattori di emissione, le aziende possono ottenere misurazioni più precise e prendere decisioni informate più rapidamente.
  • Generazione di report ESG con l’AI: questa funzionalità consente la generazione automatica di report ESG basati sui dati contenuti in Âé¶¹Ô­´´ Sustainability Control Tower. Questo non solo semplifica il processo di reporting, ma contribuisce anche a garantire che i dati siano affidabili e fruibili, fornendo un quadro chiaro delle prestazioni di sostenibilità di un’azienda.

Il nostro approccio globale alla gestione delle emissioni di carbonio sta diventando realtà introducendo nuove funzionalità di monitoraggio e reporting della sostenibilità all’interno del portafoglio ERP cloud di Âé¶¹Ô­´´, nonché una nuova soluzione che aiuterà i clienti a gestire gli impegni di sostenibilità e a rispettare le normative globali.

  • Advanced Carbon Calculator Engine: questo potente strumento presente in Âé¶¹Ô­´´ Sustainability Control Tower e Âé¶¹Ô­´´ Sustainability Footprint Management integra i dati ERP di Âé¶¹Ô­´´ S/4HANA Cloud e altre fonti e incorpora i risultati nei processi aziendali per prendere decisione accurate e informate. In quanto tale, consente ai clienti di soddisfare gli standard di reporting del protocollo sui gas a effetto serra, offrendo calcoli avanzati e granulari delle impronte di carbonio sia del prodotto che dell’azienda.
  • Âé¶¹Ô­´´ Green Ledger, che sarà rilasciato alla fine del 2024, aiuterà i clienti a collegare i loro dati sulle emissioni e i dati finanziari, e quindi a comprendere facilmente la correlazione tra emissioni e finanze, modellare scenari di business sostenibili e agire con decisioni valide dal punto di vista finanziario e ambientale.

In Âé¶¹Ô­´´ crediamo che il futuro del business sia indissolubilmente legato alla sostenibilità. Per questo la sostenibilità è un pilastro fondamentale della nostra strategia di crescita. Le aziende devono riconoscere che le pratiche sostenibili non sono solo scelte etiche, ma decisioni finanziarie strategiche che promuovono l’innovazione, riducono i costi e mitigano i rischi.

Inoltre, la trasformazione sostenibile apre notevoli opportunità economiche. Trasformando le loro operazioni attorno alla sostenibilità, le aziende possono creare un’economia circolare moderna, a basse emissioni di carbonio, che porta benefici sia all’ambiente che agli utili netti, migliorando la resilienza complessiva.

Questa trasformazione allinea il successo aziendale agli obiettivi di sostenibilità globali, aprendo la strada a un futuro più sostenibile e prospero.

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Rising Youth: la classe 4 H del liceo scientifico G.B. Grassi di Latina vince l’hackathon organizzato da Âé¶¹Ô­´´ Italia /italy/2024/03/rising-youth-la-classe-4-h-del-liceo-scientifico-g-b-grassi-di-latina-vince-lhackathon-organizzato-da-sap-italia/ Mon, 25 Mar 2024 11:53:38 +0000 /italy/?p=139731 L’evento, parte della RomeCup 2024, è l’ultima fase di un progetto che nell’anno scolastico 2023/2024 ha coinvolto 300 studenti e studentesse delle scuole secondarie di...

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L’evento, parte della RomeCup 2024, è l’ultima fase di un progetto che nell’anno scolastico 2023/2024 ha coinvolto 300 studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado

Vimercate, 25 marzo 2024 – Utilizzare la tecnologia per sviluppare un’idea di business con una rilevante componente di sostenibilità ambientale o sociale: questa la sfida che ha visto oltre 120 studenti e studentesse di 6 scuole secondarie di secondo grado coinvolti in un hackathon organizzato da in collaborazione con . L’evento, vinto dagli alunni della classe 4 H del liceo scientifico G.B. Grassi di Latina è il tassello conclusivo del progetto Rising Youth che nel corso dell’anno scolastico 2023/2024 ha coinvolto più di 300 studenti e studentesse di 18 scuole secondarie di secondo grado di 6 regioni: Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Sardegna, e Sicilia.

Ragazzi e ragazze hanno partecipato a un ciclo di incontri formativi sulle tecnologie intelligenti emergenti (dall’Artificial Intelligence alla Robotic Process Automation) in cui hanno potuto approfondire alcuni temi al centro della trasformazione digitale che il mondo del lavoro sta vivendo attualmente: i vantaggi che le nuove tecnologie portano in azienda per renderla più sostenibile e intelligente; le potenzialità dell’AI per il business, con un caso concreto sulla distribuzione dei prodotti per minimizzare gli scarti; la tecnologia low-code e no-code per la creazione di app in modo semplice e veloce.

Nel corso della maratona RomeCup 2024 presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, i 25 team che hanno superato la prima selezione svolta da una giuria interna di FMD, hanno potuto affinare i loro prototipi e presentare i progetti alla giuria costituita da esperti di Âé¶¹Ô­´´, Fondazione Mondo Digitale, e Mashfrog Group, partner Âé¶¹Ô­´´.

Al termine dell’hackathon, la giuria ha assegnato la vittoria al team “I-Trash†della 4 H del liceo scientifico G.B. Grassi di Latina che ha presentato un sistema di riciclo intelligente per lo smaltimento dei rifiuti domestici basato su Âé¶¹Ô­´´ Build Process Automation e Âé¶¹Ô­´´ Usage Data Management Service. Il processo parte dall’interno dell’edificio con un unico canale di raccoglimento e si ramifica poi in quattro uscite, ciascuna delle quali dedicata a un tipo di rifiuti. La tecnologia pervade tutto il progetto: dallo scanner per leggere il codice personale dell’utente mentre butta i rifiuti, ai carrelli gestiti con AI che portano il sacchetto prima alle bilance per individuarne il tipo e la densità e successivamente verso il giusto contenitore, alle telecamere che riconoscono gli oggetti da buttare, all’app che calcola la natura dei rifiuti e li mette in vendita in un marketplace virtuale per le aziende riciclatrici. I rifiuti meno nobili, destinati allo smaltimento, vengono, invece, prelevati dalle aziende di raccolta rifiuti solo quando raggiungono una certa quantitàÌýnel contenitore, provvisto di sensori, per ottimizzare anche il ciclo di raccolta.

“Nell’hackathon finale di Rising Youth con Âé¶¹Ô­´´ abbiamo lanciato agli studenti una sfida cruciale per questa 17ª edizione di RomeCup: costruire soluzioni tecnologiche consapevoli per la sostenibilitàâ€, ha commentato Mirta Michilli, direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale. “Ci teniamo moltissimo alla dimensione della consapevolezza, alla capacità di connettersi con le varie dimensioni della nostra esistenza. E gli esperti di Âé¶¹Ô­´´, che con il volontariato di competenza hanno accompagnato i giovani nel percorso, sono riusciti a tradurre questa visione in una esperienza formativa di alto livelloâ€.

“La sostenibilità, ambientale e sociale, è una delle sfide più importanti e urgenti che, come società, siamo chiamati ad affrontare per garantire la sopravvivenza del pianeta e far sì che le generazioni future possano godere delle stesse risorse di cui usufruiamo oggi e per creare un mondo più giustoÌý con meno disuguaglianzeâ€, ha dichiarato Carla Masperi, Amministratore Delegato di Âé¶¹Ô­´´ Italia, che ha aggiunto: “In Âé¶¹Ô­´´ crediamo che la tecnologia abbia un ruolo importante per raggiungere questi obiettivi e per questo siamo molto felici di avere collaborato con Fondazione Mondo Digitale a questo progetto e orgogliosi di vedere le idee di grande valore emerse dall’hackathonâ€.

L’hackathon di Âé¶¹Ô­´´ è stato inserito all’interno della , un multi-evento di tre giorni promosso dalla Fondazione Mondo Digitale dedicato all’ecosistema dell’innovazione che dal 2007 avvicina i giovani allo studio e alle carriere in ambito STEAM e sviluppa competenze e profili professionali molto richiesti, come robotica e intelligenza artificiale. La RomeCup 2024, giunta alla 17esima edizione, si è svolta dal 20 al 22 marzo all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e in Campidoglio.

Le foto relative alla premiazione dei vincitori sono disponibili .

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Il presente documento contiene dichiarazioni previsionali, ovvero previsioni, proiezioni o altre dichiarazioni relative a eventi futuri. Queste affermazioni si basano sulle aspettative attuali, sulle previsioni e sulle ipotesi che sono soggette a rischi e incertezze che potrebbero far differire materialmente i risultati effettivi. Ulteriori informazioni su tali rischi e incertezze sono disponibili nei nostri documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission, ivi compresa, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, la sezione Fattori di rischio della Relazione annuale 2022 di Âé¶¹Ô­´´ sul Modulo 20-F.

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Vimercate, 30 novembre 2023 – ha presentato i risultati del suo , secondo cui quasi 9 leader italiani su 10 (86%) prevedono di mantenere o aumentare i loro investimenti in azioni di sostenibilità entro il 2026. Tuttavia, nonostante queste previsioni, la strada per il progresso ambientale presenta alcune barriere.

Lo studio globale condotto su oltre 4.700 manager d’azienda, di cui 200 in Italia, è la terza edizione dell’annuale Sustainability Study di Âé¶¹Ô­´´ che esplora le motivazioni e le sfide principali che le organizzazioni devono affrontare per ridurre l’impatto ambientale su larga scala.

L’analisi di quest’anno rileva che, mentre il 34% delle aziende italiane afferma che l’azione ambientale sta già avendo un forte impatto sulle opportunità di profitto e crescita, oltre un terzo (34%) ha difficoltà a calcolare il ritorno sugli investimenti, rendendo più difficile dimostrare e sostenere i progressi a lungo termine.

La sostenibilità come valore finanziario

In passato, le misure per la salvaguardia del pianeta da parte delle imprese potevano essere viste solo come un obbligo morale o etico, ma la sensibilità sta evolvendo e oggi le aziende italiane vedono anche altri vantaggi, a lungo termine, inclusi quelli finanziari. Infatti, un quarto (25%) degli intervistati dichiara che le opportunità di guadagno e di profitto sono una delle principali motivazioni che guida le azioni di sostenibilità delle loro organizzazioni.

In un contesto di inflazione, problemi o interruzioni nella catena di approvvigionamento e aumento del costo della vita, i leader italiani sono fermi nei loro impegni ambientali e considerano l’azione di sostenibilità anche come un mezzo per compensare l’incertezza economica. Oltre la metà (57%) del campione si aspetta di vedere un ritorno finanziario positivo sui propri investimenti in sostenibilità entro i prossimi cinque anni.

Commentando la ricerca, Adriano Ceccherini, Chief Operating Officer di Âé¶¹Ô­´´ Italia, ha dichiarato: “Il nostro studio dimostra che è giunto il momento che i leader si rendano conto che avere un solido piano d’azione per la sostenibilità ha senso per il business. È indispensabile per attrarre finanziamenti da parte di investitori che hanno bisogno di rendere il proprio portfolio più green e per ottenere un vantaggio competitivo, dato che i clienti richiedono prodotti sostenibili lungo tutta la supply chainâ€.

Le barriere alla sostenibilità

Tuttavia, nonostante il legame tra l’azione ambientale e la generazione di ricavi a lungo termine, la ricerca di Âé¶¹Ô­´´ mostra che le aziende in Italia non coinvolgono spesso i responsabili finanziari nelle azioni di sostenibilità e questo potrebbe frenarne i progressi.

Attualmente, solo il 6,5% delle aziende ha assegnato al proprio CFO la responsabilità di definire la direzione strategica delle azioni di sostenibilità. La responsabilità ricade su altri ruoli, tra cui il Consiglio di Amministrazione (31,5%), i Chief Operating Officer (14%), i CEO (12%) e i Chief Sustainability Officer (10%).

Lo studio suggerisce che questo approccio non sempre funziona per tradurre il valore economico dei progressi della sostenibilità in tutta l’azienda.

Altre barriere alla sostenibilità espresse dagli intervistati sono:

  • Mancanza di competenze: ben il 26% delle aziende italiane cita la mancanza di competenze necessarie come uno dei principali ostacoli all’adozione di azioni di sostenibilità
  • Supporto degli stakeholder: il 21% non riesce a ottenere il sostegno degli stakeholder in posizioni apicali all’interno dell’organizzazione per intraprendere un’azione concertata
  • Mancanza di fondi: il 20% cita il problema della mancanza di fondi per attuare azioni di sostenibilità.

Il nodo della misurazione

In Italia le aziende continuano a ritenere che la misurazione sia un ostacolo al progresso e, in ultima analisi, ai ritorni economici.

La situazione varia a seconda degli ambiti di misurazione: il 54% degli intervistati dichiara di essere in grado di tracciare le emissioni Scope 1 (le emissioni di gas a effetto serra prodotte direttamente) a un “livello elevato”, mentre solo il 20% dichiara di saperlo fare per le emissioni Scope 2 (le emissioni indirette associate all’energia acquistata dall’azienda) e il 16% per le emissioni Scope 3 (quelle prodotte indirettamente attraverso la catena di fornitura). Molti leader si affidano a stime o a “sensazioni di pancia” quando divulgano i dati sull’impatto ambientale della loro organizzazione. I responsabili delle aziende italiane faticano anche ad adottare un quadro di rendicontazione standardizzato, con un quarto degli intervistati che non ha una metodologia coerente per calcolare l’impatto ambientale dei propri prodotti.

La situazione è ulteriormente aggravata dall’uso di metodi di misurazione contrastanti per la rendicontazione. Le aziende intervistate utilizzano soprattutto misurazioni dirette per monitorare le emissioni di energia (95%), la disponibilità di risorse (78%), la disponibilità di acqua potabile (64%), i rifiuti solidi e l’uso di materiali (81%), e si affidano a stime per l’inquinamento atmosferico (90%), la perdita di risorse naturali (86%), l’inquinamento idrico (76%) e l’impatto della catena di approvvigionamento (71%). Questo porta quasi nove leader su dieci (85%) a segnalare difficoltà nella raccolta o nell’analisi dei dati per la conformità alle normative, in un momento in cui le aziende in Italia si trovano a dover gestire una serie di regolamenti, tasse e imposte in continua evoluzione associate all’impronta di carbonio.

“In un clima in cui normative più severe impongono alle aziende di comunicare il loro impatto ambientale, i leader che non sono in grado di riportare accuratamente questi dati rischiano di essere accusati di greenwashing o di incorrere in multe e danni all’immagineâ€, ha dichiarato Adriano Ceccherini. “Concentrarsi sull’implementazione di un quadro di rendicontazione standardizzato garantisce alle aziende di comprovare le proprie credenziali, di effettuare misurazioni corrette e avviare iniziative di impatto a lungo termine. Le organizzazioni possono utilizzare questi dati per riprogettare i prodotti, riutilizzare i materiali, ridurre i rifiuti e rigenerare i sistemi naturali lungo la catena di fornitura, dando così impulso all’economia circolare. Il nostro portafoglio sostiene le aziende in questo percorso e garantisce che siano nella migliore posizione possibile per affrontare le nuove sfide, sbloccare ulteriori investimenti, raccogliere i risultati finanziari delle loro azioni di sostenibilità, conformarsi ai mutevoli requisiti normativi e raggiungere in futuro lo zero nettoâ€.

Commentando la ricerca, Edward Manderson, docente di Economia Ambientale presso l’Università di Manchester, ha dichiarato: “La connessione tra azioni di sostenibilità e performance finanziarie giocherà un ruolo cruciale nel plasmare il progresso ambientale in futuro. Negli ultimi anni, la letteratura accademica ha dimostrato che le aziende traggono benefici finanziari dalle misure di sostenibilità, e la ricerca di Âé¶¹Ô­´´ dimostra che questo è effettivamente una realtà per le aziende che cercano di riprendersi rapidamente dal contesto pandemico. Come dimostra questo studio, la strategia di business e l’azione di sostenibilità sono ora così interconnesse che non ci sono scuse per le organizzazioni che non riescono ad affrontare le carenze delle loro prestazioni ambientali e ad attuare un cambiamento significativoâ€.

Per maggiori informazioni sul Rapporto di sostenibilità 2023 di Âé¶¹Ô­´´, cliccare .

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