Metaverso Archives - Â鶹ԭ´´ News Center Italy Notizie e informazioni su Â鶹ԭ´´ Thu, 05 Oct 2023 08:22:56 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.4 Metaverso: terra dei sogni o distopia? /italy/2023/08/metaverso-terra-dei-sogni-o-distopia/ Wed, 30 Aug 2023 13:39:17 +0000 /italy/?p=139332 di Stefanie Glenk, Global Communication, Senior Communication Expert – Manager and Leadership Communication di Â鶹ԭ´´   Quando si chiede a ChatGPT di descrivere il metaverso,...

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di Stefanie Glenk, Global Communication, Senior Communication Expert – Manager and Leadership Communication di Â鶹ԭ´´

 

Quando si chiede a ChatGPT di descrivere il metaverso, la risposta è qualcosa di simile: “Il metaverso è un concetto che descrive una realtà virtuale interattiva attraverso la quale le persone possono entrare in mondi digitali, esplorarli e persino comunicare e interagire in essi. È una versione potenziata di Internet che va oltre i siti Web e offre un ambiente tridimensionale, consentendo agli utenti di muoversi in mondi virtuali in tempo reale e di interagire con altri utenti”. Nella sua risposta, il chatbot basato sull’intelligenza artificiale (IA) cita anche i dispositivi per la realtà aumentata e le cose che si possono fare nel metaverso, come chattare ed effettuare videochiamate, giocare e imparare o persino effettuare complesse transazioni virtuali.

La risposta dell’intelligenza artificiale non offre alcun aspetto emotivo, ed è una caratteristica dell’IA. Eppure, è proprio questo aspetto emotivo a rendere così complessa una discussione sulle opportunità e i rischi del metaverso o delle realtà virtuali. Le opinioni in merito possono variare dall’entusiasmo estremo al rifiuto assoluto. Alcuni evitano del tutto l’argomento perché non ne sanno molto o semplicemente non sono interessati; altri vedono un enorme potenziale e molte opportunità.

L’ultima mostra d’arte di Â鶹ԭ´´ – The Metaverse: Dreamland or Dystopia? – punta i riflettori su questi temi. Tredici artisti presentano ciascuno il proprio punto di vista sulla convergenza tra realtà e virtualità, arte e tecnologia. Lavorando con una varietà di media, esplorano in modo giocoso lo spazio e il tempo, attraversando il reale, l’aumentato e il virtuale. È possibile scegliere di vedere la mostra nel mondo reale, visitando il Â鶹ԭ´´ International Training Center di Walldorf, oppure di viverla in una galleria virtuale. La mostra sarà aperta fino al 1° settembre 2023.

Alexandra Cozgarea, curatrice della mostra, analizza da vicino l’impatto dei mondi virtuali e dell’intelligenza artificiale sull’arte. “Gli artisti hanno sempre usato strumenti per creare le loro opere, che si trattasse di martello e scalpello, vernice e pennello o, nell’era della tecnologia, di software di progettazione grafica, algoritmi e intelligenza artificiale. I rapidi progressi tecnologici di oggi creano strumenti che migliorano le nostre capacità fisiche e mentali. Le possibilità per il futuro sono infinite”, ha detto Cozgarea durante il suo intervento all’inaugurazione della mostra, sottolineando quanto sia importante per Â鶹ԭ´´ utilizzare le tecnologie innovative in modo responsabile.

Ma per Cozgarea e gli artisti presenti in mostra, la domanda più profonda è se l’arte digitale e quella fisica possano coesistere. L’arte su Instagram è ancora arte o l’arte deve esistere solo nel mondo reale? Ma allora anche Instagram non è reale? “Il modo in cui percepiamo il metaverso non è solo una questione tecnica, ma riguarda la nostra visione di un futuro desiderabile e la nostra capacità di plasmarlo”, ha aggiunto Cozgarea.

Il suo intento era quello di creare una mostra ibrida, con un’anima nel mondo reale e l’altra in quello virtuale, due luoghi dai confini sempre più labili. Le opere esprimono il loro pensiero su come noi, come società, vogliamo definirci come esseri umani e su come le macchine si inseriscono.

 

Durante l’inaugurazione della mostra, Jörg Kraus, che ha contribuito alla realizzazione dell’esposizione ed è egli stesso uno degli artisti presenti, ha tenuto un discorso sul metaverso, in cui ha collegato gli attuali punti di vista artistici a tutte le domande ambivalenti sul rapporto tra uomo e macchina.

A suo avviso, se il metaverso sia un paese dei sogni o una distopia dipende dalle nostre convinzioni e dalla nostra mentalità. “La digitalizzazione ha già cambiato le nostre vite e continuerà a farlo ad alta velocità”, ha esordito. “Siete pronti a considerare l’impatto che potrebbe avere su di voi?”.

“Come artisti, ci chiediamo se l’abbondanza di immagini a cui la nostra società è già esposta continuerà a crescere e a livellare tutto. Sarà davvero importante per qualcuno se un’opera d’arte è stata creata da una persona o da una macchina? Avremo ancora una nozione di bellezza e saremo critici nei confronti delle cose – o tutto questo svanirà sullo sfondo?”.

Quando gli è stato chiesto quale sia la sua posizione sul metaverso, Kraus ha risposto: “Una domanda chiave per me è: dove dirigere la mia attenzione quando più elementi sono in competizione per essa? Possiamo concentrarci su una sola cosa alla volta”.

The Metaverse: Dreamland or Dystopia? riguarda l’arte e quindi principalmente le percezioni degli artisti e l’estetica con cui esprimono i loro pensieri. Immagini, sculture, installazioni, video e una galleria virtuale ci accompagnano in un viaggio attraverso il reale e il digitale, il bidimensionale e il tridimensionale.

Parlando con gli artisti del loro lavoro, è emerso chiaramente che l’arte digitale, la media art o l’arte online stanno sfidando le nozioni di paternità e possesso che hanno sostenuto il mercato dell’arte in passato. I mondi virtuali non solo offrono agli artisti nuovi strumenti e opportunità, ma li costringono anche a confrontarsi con il dibattito in corso su come la società utilizzerà e consumerà i contenuti creativi in futuro. La nostra società ha raggiunto il punto in cui il dibattito non riguarda più solo i pro e i contro del progresso tecnologico? La mostra suggerisce che la società dovrebbe interrogarsi sui “patti” tra uomo e macchina, tra uomo ed economia.

Quindi, il metaverso è un paese dei sogni o una distopia? Anche tra gli artisti in mostra non esiste una risposta univoca a questa domanda.

Alcuni degli artisti in mostra condividono il loro pensiero:

Michaela Schrabeck utilizza l’intelligenza artificiale per creare le sue opere.

“Per me la tecnologia digitale è un’espressione contemporanea della creatività umana. Sono attratta dal machine learning e dalle opere d’arte fantasiose che l’intelligenza artificiale sogna. Le opere che ho insegnato alla macchina a creare possono essere considerate arte e saranno accettate dal mio pubblico? O devono essere tradotti in forme d’arte tradizionali?”.

Paul Hirsch crea le sue sculture due volte: in legno e in uno spazio virtuale.

“La virtualità e la realtà non sono forse confluite molto tempo fa? Avevamo già strumenti tecnici potenti. Ne abbiamo solo aggiunti altri o rappresentano un passaggio a un mondo nuovo e diverso? Domande sbagliate e troppo passive. Credo che dipenda dall’uso che ne facciamo. Lo spazio tra il virtuale e il reale – e dove i due si sovrappongono – è ciò che trovo così eccitante”.

Christiane Rath costruisce “nidi umani” con rami e foglie e invita l’osservatore a mettersi a proprio agio al loro interno. Riflette su ciò che potremmo perdere nel mondo virtuale: le esperienze tattili e gli odori che si imprimono nella nostra memoria.

“Il mondo virtuale è eccitante ed emozionante. Apre un’infinità di possibilità per nuovi mondi fantastici e avventure sensoriali. Tuttavia, ogni volta che mi accorgo di essere troppo entusiasta delle ultime innovazioni, penso a ciò che potremmo perdere lungo la strada”.

Jörg Kraus lavora con i dati di localizzazione di Google Maps.

“Il mondo intero viene rasterizzato e convertito in dati virtualmente riproducibili. Mi sento sollevato ogni volta che scopro una lacuna: anche alla “macchina” sfugge qualcosa. Questo le conferisce una qualità simile a quella umana. Mi preoccupa, però, il fatto che le lacune si stiano riducendo e che quelle fughe che oggi possiamo ancora goderci scompariranno”.

Disclaimer: questo articolo non riguarda aspetti tecnologici, né è una valutazione dell’intelligenza artificiale, delle realtà virtuali o del metaverso. Contiene invece diverse risposte alle domande che l’uso di queste tecnologie ha sollevato, con un’attenzione particolare al loro impatto sugli artisti.

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Customer Experience nel Metaverso: un mondo di nuove opportunità /italy/2022/07/customer-experience-nel-metaverso-un-mondo-di-nuove-opportunita/ Fri, 15 Jul 2022 09:38:07 +0000 /italy/?p=137782 di Ivano Fossati, Head of Â鶹ԭ´´ Customer Experience per Â鶹ԭ´´ Italia e Grecia Quando lo scorso autunno Facebook ha annunciato il cambiamento di brand in...

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di Ivano Fossati, Head of Â鶹ԭ´´ Customer Experience per Â鶹ԭ´´ Italia e Grecia

Quando lo scorso autunno Facebook ha annunciato il cambiamento di brand in Meta e ha dichiarato che sarebbe entrato nel metaverso, la prima domanda di alcune persone è stata: il meta-cosa?

Nel frattempo, altre società del mondo tech, come Microsoft, la piattaforma di gioco Roblox, Epic Games (la società che ha realizzato Fortnite) e il produttore di chip Nvidia, hanno iniziato a creare le proprie versioni di un mondo basato sull’intelligenza artificiale.

Secondo una stima di Gartner, nei prossimi quattro anni il 25% delle persone trascorrerà almeno un’ora al giorno nel metaverso influenzando così la vita di tutti i giorni in modi diversi.

Cosa significa questo per un’azienda? Come sarà la customer experience nel Metaverso? Come possono prepararsi le aziende?

Customer Experience nel Metaverso: ampliare l’omnicanalità della CX

Anche se è ancora in gran parte concettuale, il metaverso può essere generalmente descritto come un ambiente tridimensionale online in cui le persone possono comunicare, collaborare, socializzare, fare acquisti e lavorare.

Il metaverso mira a ricreare interazioni realistiche in un mondo digitale utilizzando avatar o personaggi tridimensionali e intelligenza artificiale. Gli avatar possono interagire con le repliche degli spazi fisici, come centri commerciali o negozi, e anche tra loro.

Allo stato attuale, è improbabile che il metaverso sostituisca le esperienze dei clienti fisiche o addirittura online, ma è pronto a diventare un nuovo importante canale, proprio come è successo con i social media non molto tempo fa.

Coinvolgimento del cliente nel metaverso

Nel metaverso, i clienti potranno interagire con un brand proprio come farebbero nella vita reale. Guarderanno le vetrine; faranno acquisti in un negozio virtuale; selezioneranno i prodotti da uno scaffale; consulteranno un commesso del negozio su un prodotto; “proveranno” i vestiti in uno spogliatoio virtuale; o aggiungeranno dei prodotti al carrello. Tutto questo è solo un esempio ma, se alcuni marchi possono scegliere di ricreare i loro negozi della vita reale nel metaverso, altri possono scegliere di creare un’esperienza online completamente nuova.

Ad esempio, Nike ha creato Nikeland, un mondo virtuale in cui i clienti possono dialogare con la società sottoforma di gioco o in modo unico. Lanciato lo scorso settembre, Mobility Adventure di Hyundai Motor Company è uno spazio virtuale condiviso in cui gli utenti possono interagire con i prodotti della casa automobilistica e partecipare a vari parchi a tema.

Massima differenziazione, maggiore portata

La customer experience oggi consiste nel creare esperienze personalizzate che facciano risaltare il brand e incoraggino i clienti a tornare per saperne di più.

In questo senso, il metaverso può offrire diverse possibilità di interazione, come la creazione di esperienze creative e uniche. Nikeland ne è un esempio, qui Nike ha avuto l’opportunità di abbracciare modi completamente nuovi di interagire con i clienti nel metaverso, sia che si tratti di creare un mercato virtuale o di offrire esperienze innovative che li allontanano dalla realtà classica. Non solo, il metaverso consente di portare la personalizzazione a un nuovo livello. I brand possono modellare le esperienze in modo più preciso, in base alle scelte che i clienti fanno nel mondo virtuale.

Non è da sottovalutare poi la capacità di raggiungere nuovi segmenti di pubblico. Proprio come Internet, il metaverso aprirà le porte a nuovi mercati. Le società saranno in grado di sfruttare questo nuovo canale per raggiungere clienti che in precedenza non potevano, a causa di limitazioni geografiche o settoriali dei loro team di marketing e vendita. Inoltre, il “nuovo mondo digitale” permetterà di costruire experience basate sulla domanda di sperimentazioni virtuali. La pandemia ha accelerato l’interesse dei clienti per quanto riguarda le esperienze virtuali, dal fare la spesa online, all’ordinare cibo da asporto tramite un’app fino a seguire lezioni online. Oggi, sulla base di queste informazioni, è possibile creare nuove opportunità di interazione nel metaverso.

Le nuove digital experience prevedono anche una gestione “rinnovata” del servizio clienti. I consumatori, infatti, si aspettano già di ricevere supporto tramite più canali e il metaverso potrebbe rappresentare un altro modo per fornire un servizio rapido e personalizzato per soddisfare le loro richieste.

Customer Experience uniche restando focalizzati

Ovviamente, qualsiasi nuova tecnologia offre opportunità di miglioramento e il metaverso non è diverso. I brand dovranno essere in grado di mappare il nuovo percorso del cliente, acquisire informazioni su dove si verifica un eventuale problema e agire per fornire un’esperienza fluida e senza interruzioni.

Inoltre, le imprese dovranno capire in che modo l’esperienza del cliente nel metaverso ha un impatto sui propri dipendenti. I due ambiti non operano in silos; se non altro, il metaverso aumenterà la necessità di comprendere la loro connessione, incluso il modo in cui la forza lavoro supporta le esigenze dei clienti in un mondo sempre attivo e guidato dagli avatar.

I “vincitori”, in questo mercato, non saranno quelli che aprono per primi il proprio negozio, ma quelli che comprendono il percorso del cliente e come fornire esperienze significative per attrarre e fidelizzare le persone anche in questo nuovo mondo virtuale.

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